Una petizione firmata da 25’000 persone è stata presentata martedì al Dipartimento federale di giustizia e polizia. Esponenti di tutti i partiti sostengono che Consiglio federale e Parlamento debbano lottare con determinazione contro i “deepfake” e le violenze sessualizzate su internet.
Donne e ragazze le principali vittime
“I ‘deepfake’ (contenuti generati o modificati dall’intelligenza artificiale per imitare in modo realistico una persona) e il ‘revenge porn’ (diffusione non consensuale di immagini o video intimi di una persona) suscitano una forte preoccupazione. Si moltiplicano le testimonianze di donne politiche, conduttrici e influencer svizzere che ne sono state vittime”, ha sottolineato, citato nel comunicato diramato oggi, Guido Fluri, promotore dell’apartitica ”Iniziativa Internet”, lanciata lo scorso marzo.
“Questa ondata di ‘deepfake’ può colpire chiunque. Le principali vittime sono le donne e le ragazze. Vengono spogliate digitalmente, sessualizzate, sfruttate ed esposte pubblicamente. È inaccettabile”, ha rilevato la consigliera nazionale Meret Schneider (Verdi/ZH), pure citata nella nota.
Per la consigliera nazionale Nina Fehr Düsel (UDC/ZH), co-promotrice dell’”Iniziativa Internet”, è urgente affrontare anche le cosiddette applicazioni di “nudificazione”, che permettono di generare false immagini di nudo a partire da semplici fotografie. “Una volta che un contenuto viene diffuso su internet, è praticamente impossibile farlo sparire”, ha osservato.

Violenza di genere: internet non è un posto per donne
RSI Info 25.02.2026, 13:30
Si chiedono misure nel diritto penale e nella regolamentazione delle piattaforme
I firmatari della petizione invitano quindi il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) e il Consiglio federale ad agire con determinazione, a tutti i livelli dello Stato e in tutti i dipartimenti interessati. Ritengono necessarie misure in particolare nel diritto penale e nella regolamentazione delle piattaforme.
Le 25’000 firme sono state raccolte in tempi record e la petizione è stata promossa da “Iniziativa Internet”, dai Verdi e dalla piattaforma per la democrazia “WeCollect”.

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