Anche il Ministero Pubblico è stato investito, con i numerosi avvicendamenti, dalle undici nomine per la magistratura decise lunedì dal Gran Consiglio. Una procuratrice pubblica diventerà giudice del Tribunale penale cantonale, mentre arriveranno due magistrate così come 4 sostituti procuratori pubblici.
Una girandola di nomi che non fa tuttavia tremare i polsi al procuratore generale Andrea Pagani: “Sono entrato in magistratura ormai 23 anni fa e presso il Ministero pubblico c’è sempre stato un grandissimo turnover dovuto a un mestiere logorante ed esposto”, afferma il capo degli inquirenti al microfoni del Radiogiornale .
Per la macchina della Giustizia i prossimi saranno in ogni caso mesi delicati: “Oltre al necessario periodo di assestamento per i neo-magistrati che vanno accompagnati, dovremo - continua Pagani - comunque ancora attendere qualche mese per la nomina di un nuovo procuratore. E dobbiamo anche nominare dietro concorso cinque nuovi segretari giudiziari che dovranno imparare la professione, ma sono sicuro che ce la faremo”. Il procuratore generale sottolinea però di aver iniziato “da diverso tempo la fase di pianificazione di questo momento che sapevamo sarebbe arrivato”.
Separazione delle carriere? “Non sono favorevole”
Questo ricambio di procuratori, che si candidano anche per ruoli come, ad esempio, quello di giudice, ha destato qualche riflessione sul rischio di avere troppi ex procuratori pubblici sullo scranno giudicante. Una discussione, influenzata anche dal recente dibattito italiano, che Pagani ritiene assolutamente legittima. A titolo “assolutamente personale”, il procuratore generale è netto. “Io non sono favorevole alla separazione delle carriere per diversi motivi. In primo luogo il procuratore pubblico, che ha lavorato per anni al Ministero pubblico, ha una vasta conoscenza del diritto penale e nel nostro tutto sommato piccolo Canton Ticino non è evidente trovare dei penalisti”. Quale secondo motivo, Pagani ricorda che “nelle Corti criminali il presidente giudica assieme ai giudici a latere, talvolta addirittura con i giurati popolari che non sono mai stati dei procuratori”.
Infine, terza e ultima ragione, ci sono i precedenti illustri: “Due giudici eccellenti, che hanno lavorato 30 anni fa al Tribunale penale cantonale, la giudice Agnese Balestra Bianchi e il compianto giudice Mario Luvini furono degli ottimi procuratori pubblici. Ma poi ricordiamoci che dopo il giudizio di una prima istanza c’è sempre l’appello e il ricorso al Tribunale federale”. Come dire che c’è sempre rimedio anche di fronte a un giudice che pensa troppo da procuratore.

Il Gran Consiglio rinforza la giustizia, nominati magistrati
Il Quotidiano 08.06.2026, 19:00







