Seguici con
glastonbury

Glastonbury

di Alessio Pizzicannella

Glastonbury non è altro che un sogno ad occhi aperti, l’ultimo vero sogno di una generazione iniziato nel 1970 da Michael Eavis, un giovane hippy che da un giorno all’altro eredita una fattoria e decide di farne un palco piramidale. Un’idea che avrebbe dovuto dissolversi tante e tante volte, ma che invece è miracolosamente arrivata fino agli MP3 e twitter. Paradossalmente il gusto o il genere musicale non sono l’unica ragione che spinge 200.000 persone a parteciparvi; i biglietti vengono venduti mesi prima senza sapere quali artisti vi parteciperanno. Glastonbury non è altro che la gente che lo popola: un pubblico indomabile, capace di vivere nel fango così come sotto un sole cocente. È una micro società perfettamente autogestita. Impossibile pensarla lontana da questa fattoria. Quel sogno nasce e muore qui un week end l’anno.

Sottosopra