USA, le prigioni dei ragazzi
giovedì 16/09/21 23:05

USA, le prigioni dei ragazzi

LA1, giovedì 16 settembre 2021

Documentario di Esther Goldmann

Gli Stati Uniti detengono il triste primato della popolazione carceraria più numerosa del mondo. Due milioni e trecentomila persone vivono dietro le sbarre e tra di loro ci sono anche molti minorenni che in diversi Stati americani vengono incarcerati già a partire dai dieci anni di età. Gli USA sono anche l'unico Paese al mondo a non aver ratificato la Convenzione internazionale sui Diritti dell'Infanzia approvata dall'ONU nel 1989 che vieta l'ergastolo e la condanna a morte dei minori di diciotto anni e proibisce maltrattamenti e torture. Così a tutt'oggi in diversi Stati americani come il Texas i bambini vengono rinchiusi in prigione, a volte in cella di isolamento per anni, affamati ed esposti a violenze. Eppure solo il 30% di loro è in carcere per crimini gravi; la maggior parte è rinchiusa per reati minori come il consumo di droghe. Per gestire la delinquenza giovanile l'America ha scelto le maniere forti e se tanti minorenni finiscono in prigione è anche perché poliziotti e agenti di sicurezza sono presenti quotidianamente in molte scuole. Gli studenti vengono sorvegliati tramite telecamere per rilevare infrazioni come bullismo, uso di droghe, presenza di armi e aggressioni. Nelle aule scolastiche si svolgono pure regolarmente perquisizioni con cani anti-droga. Anche reati di lieve entità vengono registrati sulla fedina penale, con conseguenze a lungo termine sul percorso scolastico e lavorativo dei ragazzi. Per tentare di arginare questo fenomeno in alcuni rari casi si propongono soluzioni alternative. La prigione della Contea di Bexar in Texas ha ad esempio ideato un programma choc rivolto agli studenti liceali della città: fatta loro indossare la divisa carceraria vengono ammanettati e condotti nell'unità riservata ai minori, a stretto contatto con le dure condizioni di prigionia, tra urla dei carcerati, ordini dei secondini, odori forti, colpi sulle porte delle celle e scene di degrado umano. Un'esperienza intensa che lascia il segno e che funge da deterrente contro la criminalità giovanile. Lo Stato dello Utah ha invece riformato il sistema giudiziario per ridurre il numero di minorenni incarcerati scegliendo di puntare su integrazione ed educazione. Per favorire la reintegrazione sociale dei minori bisogna trattarli come bambini e non come carcerati. Un obiettivo ambizioso, soprattutto perché la stragrande maggioranza dei giovani detenuti fa parte di gang spesso rivali e i casi di violenza sono all'ordine del giorno. Accanto alle prigioni sorgono pure nuove strutture specializzate per accogliere i ragazzini problematici ed evitare che finiscano in prigione.

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