venerdì 11/12/15 09:30

Cicatrici di guerra

LA 1, giovedì 13 agosto, 22:10

Nessuna guerra finisce il giorno del cessate il fuoco. Restano lutti, insanabili perdite, divisioni, rancori. Tutte conseguenze che si protraggono a lungo nel tempo. Lo sappiamo tutti. Meno noto, meno visibile, è l'impatto ecologico delle guerre, soprattutto di quelle che hanno funestato il secolo scorso, il secolo dell'industrializzazione della guerra.

L'industrializzazione della guerra ha una data d'inizio precisa: 21 febbraio 1916, ore 8.12 del mattino. Intorno alla cittadina di Verdun si affrontano più di un milione di soldati tedeschi e francesi. La macchina della guerra è avviata e contro di essa la natura non ha alcuna difesa. Per dieci mesi la battaglia infuria in un'area di non più di quaranta chilometri quadrati. In totale, i due opposti campi si scambiano a Verdun oltre sessanta milioni di bombe. Alla fine, di una regione ricca di storia non rimarrà più nulla.

La principale zona di combattimento, la Zone rouge, è ancora oggi una trappola mortale: il terreno è disseminato di residui di guerra, di munizioni e di bombe inesplose.

Da Verdun in poi, la guerra obbedirà alla logica della produzione industriale: bisogna produrre sempre di più e la produzione di armi diventa fine a sé stessa, sia per garantire le forniture militari a lungo termine, sia per rimanere costantemente aggiornati.

La combinazione di logica industriale e logica militare ha conseguenze micidiali sulla natura. Discariche di munizioni, scorie radioattive, dispersione di agenti chimici, massicce deforestazioni, hanno un impatto sull'ambiente ormai arrivato a un punto critico, se non addirittura al punto di non ritorno.

Documentario di Max Mönch.

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