giovedì 28/05/20 22:20

La morte in faccia

LA 1, giovedì 28 maggio 2020

Il pogrom di Iasi

Documentario di William Karel e Nellu Cohn

Nell'estate del 1941, la Romania fu teatro di un crimine di massa antisemita d'una violenza inaudita. In una settimana, oltre 15.000 ebrei furono assassinati nella città di Iasi. All'epoca dei fatti, lo sterminio degli ebrei europei non era ancora iniziato. A Iasi non c'erano camere a gas o crematori, ma c'era tutto il resto: terrore, umiliazione, vagoni piombati, carestia, esecuzioni pubbliche, odio. Questo preludio alla Shoah, orchestrato dal governo rumeno, fu applicato dalla polizia, dall'esercito e anche dalla popolazione. Per più di 60 anni i successivi governi comunisti fecero di tutto affinché il pogrom di Iasi cadesse nell'oblio. Era necessario perpetuare il mito della resistenza di tutto un popolo contro la tirannia fascista e minimizzare la sua implicazione nel pogrom. Solo nel novembre 2004, lo Stato rumeno ha ammesso, per la prima volta, la sua responsabilità diretta ma ha presentato le sue scuse ufficiali alla comunità ebraica soltanto 60 anni dopo. Di questo terribile massacro non resta nulla, solo alcune fotografie, perlopiù scattate dai soldati tedeschi e inviate alle loro famiglie come souvenir della Romania. E un pugno di testimoni: avevano sette, nove o dodici anni nel 1941. Gli ultimi sopravvissuti di quei terribili giorni ci offrono la loro testimonianza.

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