Abissi

Abissi

LA 1, domenica 12 gennaio, 18:05 - disponibile fino al 30.09.2022

Gli inquilini degli abissi del nostro pianeta hanno un aspetto decisamente bizzarro e spesso dimensioni inusitate, come i calamari colossali, che per vivere e andare a caccia hanno scelto la discrezione di luoghi in cui la luce del sole non riesce ad arrivare. Il documentario descrive due spedizioni scientifiche in altrettanti ambienti abissali molto diversi fra loro: quelli dell’Antartide e della Fossa delle Marianne nell’Oceano Pacifico. Dapprima, i ricercatori Kathrin Bolstad e Claude De Broyer si immergono alla ricerca di esseri che nelle acque gelide dell’Antartide raggiungono dimensioni enormi, grazie al fenomeno noto come “gigantismo polare”. Per la prima volta, degli scienziati si immergono nelle profondità di quello che normalmente è il più burrascoso di tutti gli oceani. Durante l’immersione, seguendo la scarpata continentale che scende per 4'000 metri di profondità, Claude de Broyer incontra le prime forme di vitaa 500 metri di profondità, dove su pochi massi di roccia, si affolla una miriade di organismi.

Le ascidie, salde al loro posto, con la loro forma tondeggiante filtrano l’acqua del mare, nutrendosi così dei microorganismi presenti. I porcellini di mare, grandi come un pugno che con i loro tentacoli raccolgono le sostanze nutritive depositate sul fondo, portandole alla bocca con estrema lentezza. Le stelle piumose invece si librano nell’acqua, nuotando sinuosamente. E c’è anche il pesce ghiaccio che deve questo nome alla sua trasparenza.

Una seconda spedizione scientifica si dirige nel Pacifico. Qui, immersi nell’oscurità della fossa delle Marianne alcuni esseri hanno sviluppato la capacità di sopportare l’enorme pressione che supera di 800 volte quella in superficie. I ricercatori si sono spinti, grazie a un robot teleguidato, verso il punto più profondo della crosta terrestre, alla ricerca di forme di vita a oltre 10 chilometri sotto il livello del mare. Qui si incontrano forme di vita che difficilmente sapremmo immaginare come il Macropinna microstoma, un pesce dal cranio trasparente e il pesce lanterna che fa “bella” mostra di sé in questi abissi.

Grazie all’intraprendenza e alla curiosità dei ricercatori nonché all’ausilio di una sofisticata tecnologia, gli abissi del nostro pianeta diventano un poco meno insondabili, rivelando le strategie che la vita ha dispiegato per spingersi anche dove sembrerebbe impossibile.

Wilder

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