La propriocezione

Il nostro vero sesto senso

LA 1, domenica 6 settembre, ore 18:05 - disponibile fino al 30.04.2024

Basta portarsi le mani agli occhi, o alle orecchie, per intuire immediatamente cosa potrebbe provare un cieco o un sordo. Molto più difficile, invece, sperimentare le sensazioni che coinvolgono quelle persone, in tutto cinque al mondo, prive di un sesto senso che abbiamo tutti: la propriocezione.

La capacità di percepire il proprio corpo nello spazio viene sviluppata fin dalla nascita ed è quella che consente di camminare senza dover tarare la misura e la cadenza dei propri passi in maniera totalmente consapevole. Dirigersi verso il supermercato pensando già a quanto si vorrebbe acquistare, è un vantaggio offerto dalla propriocezione. Ne è pienamente consapevole Ginette Lizotte, che all'età di trent'anni ha perso la sensibilità propriocettiva a causa di una malattia autoimmune. Da allora ogni suo gesto deve essere misurato grazie alla vista: a occhi chiusi anche l'apporre una firma, o il portare il bicchiere alla bocca, diventano azioni estremamente complicate.

Perché la propriocezione dovrebbe essere considerato un senso, esattamente come il gusto o il tatto? Perché come gli altri cinque sensi porta al cervello delle informazioni necessarie. Inconsapevoli della complessità di ogni gesto, compiuto quotidianamente anche grazie agli altri sensi, diventa difficile rendersi conto di essere in possesso della propriocezione. Ci pensa la scienza a indagare questo campo, attraverso lo studio dei recettori sensoriali che abbiamo in tutto il corpo. Se anche le piante abbiano la propriocezione o si affidino esclusivamente alle informazioni date dalla luce e dalla forza di gravità, potete scoprirlo nel Giardino di Albert.

Eureka, da sabato 3 ottobre in prima serata

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