(©ZDF)

La scienza delle valanghe

LA 1, domenica 17 gennaio, ore 18:05 - disponibile fino al 17.02.2021

Le Alpi rappresentano panorami mozzafiato…magnifiche vette innevate e…un’irresistibile attrazione per i turisti e gli amanti della montagna. Ma con una minaccia nascosta: le valanghe. Basta un istante perché il placido paesaggio innevato si tramuti in una letale catastrofe. In media, dal 1970, sull’insieme dell’arco alpino hanno perso la vita 100 persone all’anno, con notevoli oscillazioni delle cifre annuali. In Svizzera il numero medio di morti per valanga si attesta a 20 (arco giurassiano compreso).

Nella puntata odierna del Giardino di Albert abbiamo seguito team di ricercatori nella loro eterna lotta contro la “morte bianca”.

Infatti, in tutta Europa, ingegneri, geologi, storici, esperti di statistica studiano queste singolari forze della natura, per capirle meglio e prevedere quando si scatenano. Oltretutto negli ultimi anni scienziati, escursionisti, e turisti si trovano confrontati con l’incognita supplementare del cambiamento climatico che influenzerebbe la formazione e le dinamiche delle valanghe.

Ma la devastazione e le tragedie originate dalle valanghe non colpiscono unicamente sciatori ed escursionisti amanti del fuoripista. Le valanghe travolgono tutto ciò che trovano sul loro cammino: infrastrutture per i trasporti, stalle e case, seminando distruzione e morte.

Per testimoniare ciò, Cecilia Broggini e Christian Bernasconi ci parleranno di scienza delle valanghe, partendo da Anzonico, in Valle Leventina. Un luogo che un tempo fu tragicamente simbolico per questo fenomeno. I conduttori saliranno fra lariceti, pascoli e ripari valangari, su su fin quasi in cima al Pizzo Erra in compagnia di Patrizio Rosselli, direttore della Cooperativa elettrica di Faido e presidente del “Consorzio Pizzo Erra”, e dell’ingegnere forestale Flavio Tognini. Entrambi presero parte all’immenso progetto di protezione dalle valanghe di questo ripido versante leventinese, conclusosi nel 2020. Il cantiere aveva l’obiettivo, dopo 25 anni di complessi lavori e 40 milioni di franchi investiti, di offrire una buona premonizione valangaria grazie al bosco e alle infrastrutture tecniche costruite dall’uomo, proteggendo così la frazione di Anzonico, duramente colpita dalle valanghe in passato, e le sottostanti infrastrutture stradali e ferroviarie, di interesse nazionale e internazionale.

 

 

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