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Meteorologia: la corsa contro il tempo

LA 1, domenica 15 dicembre, ore 18:05

Nell’estate del 2017 l’uragano Irma si sviluppa sotto gli occhi attenti dei meteorologi, che ne prevedono con esattezza l’evoluzione catastrofica. Classificato nella categoria massima, i suoi venti arrivano a soffiare a 300 chilometri orari, portando distruzione e morte lungo il suo percorso. Il National Hurricane Center, divisione specializzata in uragani del servizio meteorologico statunitense, dirige verso l’occhio del ciclone il suo aeroplano, in grado di penetrare nel cuore di questi portentosi fenomeni meteorologici. Grazie all’uso delle radiosonde lanciate dall’aereo, i ricercatori trasmettono i dati che consentono di prevedere la traiettoria dell’uragano. La precisione delle previsioni non è bastata a evitare il cataclisma: i morti sono in totale 134 e i danni si sommano per 65 miliardi di dollari.

Ogni stagione porta con sé i suoi cataclismi: i cicloni e le piogge torrenziali in primavera, le ondate di caldo in estate, gli uragani in autunno e le tempeste di neve in inverno. I cambiamenti climatici in atto vedono questi fenomeni intensificarsi e costringono gli scienziati a dispiegare grandi risorse tecnologiche per le loro ricerche.

Le cause degli eventi meteorologici sono spesso poco note. Il lavoro dei ricercatori è ancora lungo. I cataclismi non conoscono nazionalità e la comunità scientifica si riunisce per collaborare e permettere alla popolazione mondiale di essere preparata ad affrontarne le conseguenze.

 

Corteo Mascherato Rabadan

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