Rimisurare il mondo

Rimisurare il mondo

LA 1, domenica 13 ottobre, ore 18:05

Il pianeta Terra è sotto stretta osservazione: i satelliti lo guardano da lontano e lo misurano continuamente, contribuendo alla realizzazione di un nuovo modello di topografia. È con la conquista dello spazio, iniziata con il lancio dello Sputnik nel '57, che si è avviata questa rivoluzione. Grazie all'uso dei satelliti, non si tende semplicemente a una maggiore precisione nella stesura delle mappe, ma si vuole essere in grado di rilevare i cambiamenti in atto, soprattutto in ambito climatico. Il loro sguardo, lontano e distaccato, è in grado di osservare quanto capita sul pianeta nel suo insieme, senza fermarsi ai confini geografici. Nel 1998 l'Unione Europea ha lanciato il progetto Copernico. I sette satelliti che orbitano intorno al globo, chiamati sentinelle, sono dotati ciascuno di una tecnologia particolare: misurano i movimenti delle placche tettoniche, la composizione chimica dell'atmosfera e le alterazioni della vegetazione. Gli occhi dei satelliti sono in grado di guardare attraverso spesse coltri di nubi e ci vedono anche al buio: ciò si rivela di fondamentale importanza non solo in caso di catastrofe, quando è necessario indirizzare i soccorsi attraverso vie percorribili, ma anche in caso di controlli sulle immensità dei mari: i pescherecci e le petroliere si stanno comportando legalmente? I nuovi sistemi di sorveglianza consentono di ottenere molto velocemente informazioni su ogni barca di una certa dimensione, che si trova nelle acque territoriali delle Seychelles. Con il progetto "Eyes on the seas", che coinvolge diversi stati africani, i movimenti sospetti delle navi, individuati attraverso i satelliti, permettono l'intervento tempestivo delle autorità. I dati raccolti dai satelliti, così precisi, non sono però sufficienti per la stesura di mappe stradali. La navigazione satellitare ha bisogno di altri dati raccolti sul luogo, come la velocità consentita sui diversi tratti di strada, i cantieri in corso o i cambiamenti di segnaletica. Sono speciali veicoli equipaggiati con sensori laser, a scansionare strade, edifici e oggetti. I dati raccolti non si trasformano in mappe leggibili da occhi umani: danno origine alla "dark map", leggibile dalle macchine e dal navigatore. L'immensità dei dati forniti dai satelliti potrebbero indurci a credere di avere un controllo totale sulla nostra vita e su quella dei nostri cari: lo psicologo Stephan Grünewald vede dei problemi nelle pretese smisurate che ciò potrebbe suscitare. Allacciare i propri figli a un guinzaglio GPS potrebbe essere una soluzione ansiogena, piuttosto che il contrario. Occorre continuare a "fidarsi della propria intuzione, del proprio bioritmo, delle proprie sensazioni e non lasciare che la nostra vita sia determinata da un microchip o da un algoritmo", afferma.

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