Alla nostra salute?

Alla nostra salute?

di Cesare Bernasconi

La buona notizia è che il consumo medio di alcol pro-capite in Svizzera è in lenta ma costante diminuzione*, la brutta notizia è che alcune modalità di consumo risultano ancora troppo problematiche, come ad esempio il fenomeno del binge drinking nei giovani (cioè il consumo puntuale di grandi quantità di alcol in poco tempo) e la cronicizzazione del suo consumo. In Svizzera circa 300'000 persone sono dipendenti dall’alcol in maniera patologica, più di 350'000 ne consumano in maniera eccessiva e circa 900'000 individui bevono puntualmente degli alcolici in quantità tali da esporsi a dei rischi. Per una nazione di circa 8 milioni di abitanti sono cifre che fanno riflettere.

Il passaggio da un consumo problematico alla dipendenza vera e propria non è immediato né automatico, ma sicuramente taluni comportamenti a rischio (ad esempio l’abitudine quasi “rituale” dell’aperitivo ogni sera) possono condurre a un’assuefazione di carattere patologico. I segnali sono diversi: dalla difficoltà a fare a meno dell’alcol, all’aumento graduale della quantità bevuta, fino alla percezione di veri e propri disagi fisici legati all’astinenza (ad esempio un aumento delle pulsazioni o un’intensa sudorazione). La dipendenza non va stigmatizzata come un atteggiamento indisciplinato o una manifestazione di debolezza caratteriale. Il consumo regolare e abbondante di alcol purtroppo conduce gradualmente a mutamenti neurologici impercettibili ma effettivi, che coinvolgono diverse aree del cervello.

Esso sviluppa cioè un “sistema della ricompensa” che gratifica il consumatore di bevande alcoliche con una sensazione di piacere alla quale poi è difficilissimo rinunciare. Si tratta di una malattia a tutti gli effetti, che può e deve essere curata in centri specializzati. Non si tratta qui, ovviamente, di porre l’alcol sul banco degli imputati ad ogni costo.

Un paio di bicchieri di un buon vino rosso ogni tanto durante un pasto possono, anzi, fare addirittura bene. Prima di tutto, a livello sociale e interpersonale, l’effetto leggermente disinibitorio dell’alcol favorisce i contatti e la sensazione di benessere. Altri benefici fisici derivano dalla presenza - nel vino rosso specialmente – di resveratrolo, un potente antiossidante contenuto nella buccia degli acini d’uva. Nel vino troviamo anche le proantocianidine, un sottogruppo di polifenoli particolarmente salutare per i vasi sanguigni. Insomma, se consumate moderatamente, alcune bevande alcoliche non sono affatto dannose. Il problema, come sempre, è la dose – come già diceva lo svizzero Paracelso nel ‘500.

 

*  “Alcol in cifre 2017” Statistiche della Regìa federale degli alcool, Agosto 2017

LINK:

> Piano di azione cantonale alcol  (http://www4.ti.ch/fileadmin/DSS/DSP/UPVS/PDF/Pubblicazioni/PAC_2015_2018.pdf)

> Dipendenze svizzera  (http://www.dipendenzesvizzera.ch)

> Ticino Addiction (http://ticinoaddiction.ch)

> L’alcol nel corpo (http://www.alcolnelcorpo.ch)

> Storia del rapporto tra umani e alcol (in inglese) http://www.nationalgeographic.com/magazine/2017/02/alcohol-discovery-addiction-booze-human-culture/

 

Lazzaro felice

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