cibo spaziale

Cibo spaziale

di Davide Conconi e Simon Brazzola

Nel nostro immaginario il cibo consumato dagli astronauti è composto da pillole, polverine e gelatine frutto di sintesi ed estrazioni chimiche. La realtà dei fatti è ben diversa! Bacche di Goji e pomodori secchi (entrambi ricchi di antiossidanti), semi di quinoa e filetti di sgombro (altamente proteici) e  grani di sesamo (ricchi di calcio) fanno parte oggi della dieta di un astronauta. Ci si è resi conto che i cibi cucinati con ingredienti naturali e biologici sono insuperabili per aiutare il cosmonauta nella quotidiana lotta contro lo stress fisico e psicologico.

I corpi degli inquilini della Stazione Spaziale Internazionale devono rimanere in forma fisica perfetta per contrastare gli effetti delle radiazioni cosmiche e delle condizioni di microgravità, senza contare l’elevatissimo livello di stress psicologico. Infatti, è difficile immaginarsi un’esistenza normale vivendo per 6 mesi in una struttura frutto dell’assemblaggio di moduli che sembrano gigantesche lattine di birra, orbitante a 400km dalla superficie della terra, lanciata in perenne caduta libera a 28'000 chilometri orari!

In queste condizioni, oltre allo stress ossidativo dovuto alle radiazioni cosmiche,  il corpo umano subisce molte altre sollecitazioni. In particolare a causa delle condizioni di microgravità il sistema muscolare tende a perdere moltissima massa. Inoltre, la circolazione del sangue e dei fluidi nel corpo subiscono delle variazioni a volte invalidanti. Il tutto mentre lo scheletro perde calcio a una velocità molto superiore di quella registrata sulla terra.

Il cuoco padovano Stefano Polato ha sviluppato un menu di supporto, il cosiddetto “bonus food” per l’astronauta italiana Samantha Crisoforetti, creando delle ricette con ingredienti naturali e biologici, proprio nell’intento di fornire all’organismo della cosmonauta i mezzi necessari per affrontare la stressante avventura spaziale. Stefano Polato nei laboratori dell’Argotec di Torino si è concentrato sull’ingegnerizzazione della tecnica di termostabilizzazione e sulla scelta scrupolosa delle materie prime. Entrambi sono dei fattori primordiali per garantire la lunga conservazione, a temperatura ambiente, e il mantenimento del valore nutritivo dei pasti destinati ad essere consumati da Samantha Cristoforetti sulla Stazione Spaziale Internazionale.

 

Link:

- Agenzia Spaziale Europea

www.esa.int

- Lo Space Food Lab di Argotec

http://www.argotec.it/argotec/index.php/about_us/spacefood_lab

- Avamposto 42 – ESA

http://avamposto42.esa.int/

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