Progetti di Parco Nazionale

di Davide Conconi

La storia

La fondazione di Pro Natura nel 1909 persegue lo scopo essenziale di creare le basi finanziarie, scientifiche e organizzative per un parco nazionale in Svizzera. Di lì a poco, nel 1914, il Parco Nazionale svizzero, quello engadinese, è una realtà. È il primo in Svizzera e allora, l’unico in Europa!  Nel 2014 la zona integralmente protetta più grande della svizzera compie 100 anni, in piena salute, e Pro Natura, con qualche anno in più, continua a essere un’organizzazione leader a livello nazionale nella tutela e valorizzazione del patrimonio naturalistico elvetico. Dal 1914 tuttavia, la Svizzera non ha visto nascere nessun altro parco nazionale, mentre negli stati vicini si sono moltiplicate le regioni di interesse naturalistico tutelate con il fregio di Parco nazionale.

Al fine di recuperare il terreno perduto, Pro Natura nell’aprile del 2000, oramai in vista del centenario del Parco Nazionale engadinese, lancia la campagna-concorso “Creiamo insieme un nuovo Parco nazionale”. Nell’autunno dello stesso anno Pro natura invita tutti i comuni della Svizzera a verificare se non possiedano sul proprio territorio le potenzialità per creare un nuovo parco inoltre, l’organizzazione per la protezione della natura promette un milione di franchi al primo nuovo parco nazionale.

La risposta alla chiamata di Pro Natura è inattesa, straordinaria nella sua ampiezza. Infatti, nel 2001 i progetti di parco nazionale annunciatisi sono sei: Locarnese (TI), Adula (GR/TI), Haut Val de Bagnes (VS), Les Muverans (VD/VS), Cervino (VS) e Maderanertal (UR).

La tabella di marcia che porta alla realizzazione di un nuovo parco nazionale però si riempie di complicazioni e imprevisti che dilatano i tempi. È necessario superare le resistenze di una parte della popolazione e, nel frattempo, la Confederazione deve pure stabilire le nuove basi legali che permettano l’istituzione e soprattutto il finanziamento di parchi nazionali supplementari, oltre a quello esistente nei Grigioni. Il percorso a ostacoli opera una vera e propria selezione naturale. Alcuni progetti scompaiono dopo poco tempo, altri preferisco optare per il meno esigente, ma anche meno appagante (e pagante), obiettivo di realizzare dei parchi naturali regionali secondo la neonata (nel novembre del 2007) Ordinanza federale (OPar) sui parchi d’importanza nazionale.

Nel 2015, 15 anni dopo il concorso lanciato da Pro Natura, solo due progetti di Parco nazionale sopravvivono e si avviano verso la fase più delicata di tutto il processo: la votazione popolare che coinvolgerà cittadine e cittadini dei comuni interessati. Forse non è un caso che entrambi tocchino massicciamente il territorio della Svizzera italiana: uno a occidente, il Progetto Parco del Locarnese, uno nella sua porzione nord-orientale, il Progetto Parc Adula.

Dal punto di vista economico, scientifico e turistico i due progetti di parco nazionale si inseriscono bene nell’anfiteatro alpino, colmando una lacuna, a livello della tutela della natura, proprio al centro della catena montuosa, collegando i parchi nazionali esistenti in Italia e in Francia con quelli altoatesini, tedeschi e austriaci.

 

Progetto Parc Adula

Il progetto Parc Adula si definisce con il motto: “una piccola Svizzera nel cuore delle Alpi”. Si tratta di un progetto di parco nazionale distribuito su 5 regioni: La Valle di Blenio, la Calanca, La Mesolcina il Rheinwald e la Surselva. È un territorio vastissimo che comprende 17 comuni, esteso su di una superficie superiore a 1000 km2. Il territorio è

caratterizzato da una geomorfologia molto interessante e variegata che origina una diversità biologica fra le più spettacolari dell’arco alpino.

Il nostro servizio si concentra su parte del territorio italofono interessato dal progetto di parco nazionale. Gettiamo uno sguardo sulla Valle di Blenio e in particolare sul Lucomagno, una regione dai grandi contenuti naturalistici, dove peraltro si sviluppano numerosi progetti scientifici e proprio grazie a questa peculiarità il futuro parco prevede di fondare in questa valle il suo centro scientifico. La Greina è imprescindibile! Costituirà parte della zona centrale, particolarmente protetta, del progettato parco. L’altopiano è un esempio spettacolare di tundra alpina, ad elevata biodiversità, generata da una complessa geomorfologia. Infine, visitiamo un’altra regione che potrebbe essere integrata nel Parco nazionale, la Mesolcina. Nella torbiera di “Bosch de San Remo” al San Bernardino l’ente “Progetto Parc Adula” si è già dato da fare per rivitalizzare l’importante formazione vegetale.

 

Progetto Parco del Locarnese

Il Progetto di Parco nazionale del Locarnese è un progetto collettivo che coinvolge un territorio importante per la scienza, racchiuso nei confini di 13 comuni e 13 Patriziati. Si estende dai 193 metri delle Isole di Brissago, caratterizzate da un clima subtropicale, alle montagne sopra Bosco Gurin. In soli 35 km si dispiega una natura forte, oggi dominata da boschi lussureggianti.

Nel 1915, invece, Johannes Bär, un botanico zurighese, completando uno studio sulla flora e vegetazione dell'Onsernone, si trovò di fronte a un paesaggio di stenti e fatiche disumane, caratterizzato praticamente dall’assenza di alberi!

Oggi sulla stessa superficie l’ente “Progetto Parco del Locarnese” sta aggiornando la carta della vegetazione di Bär. Tuttavia, chi percorre il territorio interessato dal progetto di parco si accorge subito che la vegetazione da quel 1915 è cambiata moltissimo e nel frattempo si sono sviluppate foreste molto rigogliose che testimoniano di una radicale trasformazione del territorio. L’evoluzione della copertura vegetale è il frutto dell’abbandono o, nella migliore delle ipotesi, della modifica delle pratiche agricole tradizionali ma, anche dei mutamenti del clima. Il bosco e la trasformazione del territorio rappresentano gli elementi scientifici cardine su cui si basa il progetto di Parco Nazionale del Locarnese. Il bosco in ampie porzioni del territorio, che ha anche una dimensione transfrontaliera, è in evoluzione naturale da almeno cinquant’anni. Nel territorio del prospettato parco trovano posto 5 riserve forestali, la maggiore concertazione in Ticino. Nel servizio poi, seguiamo uno studio pionieristico, per il Ticino, di monitoraggio dell’evoluzione della biodiversità nel bosco. L’’istituzione di un parco nazionale nella regione rafforzerebbe la possibilità di svolgere ricerche di questo tipo. Le serie di dati raccolti sul lungo periodo sono indispensabili per meglio capire le dinamiche naturali, e forniscono le conoscenze necessarie per intervenire nella gestione del territorio.

 

Link utili:

Progetto Parc Adula

http://www.parcadula.ch/Home

Progetto Parco del Locarnese

http://www.parconazionale.ch/

Pro natura/nuovi parchi

http://www.pronatura.ch/nuovi-parchi

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