Basilea, città della musica
domenica 31/10/21 10:25

Basilea, città della musica

LA 1, domenica 31 ottobre, ore 10:30

Stabilire un primato come quello della “città più musicale della Svizzera” può sembrare un obiettivo tanto arbitrario quanto privo di senso specifico, soprattutto perché la vita musicale delle città svizzere è talmente variegata, rigogliosa e con lunghe ramificazioni storiche che si farebbe certamente torto alla realtà dei fatti premiando un’unica città.

Malgrado la premessa dovuta, c’è un solo centro urbano confederato che ha legato indissolubilmente il proprio nome alla storia della musica, e in particolare a quella dell’organologia e della tecnica strumentale. Grazie al “tamburo basilese”, infatti, la città che lo ha visto nascere – e che tutt’oggi ne mantiene vivissima la tradizione – è conosciuta e musicalmente caratterizzata ben oltre i confini nazionali.

Paganini ha scelto di dedicare la propria puntata di domenica 31 ottobre – dalle 10.30 su RSI LA1 – proprio alla città di Basilea, scegliendo come contenuto principale quel concerto che il 10 settembre 2020 ha tenuto a nuovo battesimo lo Stadtcasino Basel, una delle principali sale da concerto d’Europa (basti pensare che spesso vi diresse Johannes Brahms, anche quando tra il pubblico sedeva un certo Friedrich Nietzsche).

Il programma che ha visto coinvolti la Sinfonieorchester Basel e il direttore britannico Ivor Bolton è esemplare proprio per come – in ambito sinfonico – riesce a tracciare un ritratto storico-musicale della città. Si comincia con la Sinfonia n. 1 in do minore dell’irrinunciabile Johannes Brahms per poi passare a una première mondiale: il Concerto per due violini e orchestra Gemini di Helena Winkelman (anche solista, assieme a Patricia Kopatchinskaja) che ricorda lo strettissimo legame della città con le arti contemporanee (grazie a istituzioni rinomate internazionalmente come la Fondation Beyeler, la Paul Sacher Stiftung o ad Art Basel). In chiusura di programma il Geigy Festival Concerto di Rolf Liebermann che nel 1958 (oltre a omaggiare uno dei padri della chimica basilese) ospitò in un ambito sinfonico proprio quei tamburi basilesi tanto celebri, e non solo per la tradizione del carnevale.

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