Paganini
domenica 14/06/20 10:35

Charlie, il sassofono, il jazz

LA 1, domenica 14 giugno, ore 10.30

«Un genio. Di questa parola si è fatto abuso, nel mondo del jazz. Parker però fu un genio per davvero: per lo meno come Louis Armstrong e Duke Ellington, e forse più di loro. Fu il Picasso dell'arte afro-americana, l'uomo che reinventò la sintassi e la morfologia della musica jazz e ne deviò il corso». È con queste parole che Arrigo Polillo – uno dei più influenti critici jazz del Novecento italiano –ricordava l’i mportanza artistica di Charlie Parker.

E siccome nel corso della prossima estate ricorre il centesimo anniversario dalla nascita proprio di Bird (questo il soprannome che gli venne attribuito – secondo alcuni perché con il suo sassofono sapeva “volare”, secondo altri perché era ghiotto di pollo) Paganini non poteva certo sottrarsi alla celebrazione del suo mito, e ha scelto di dedicargli l’ultima puntata della propria stagione, domenica 14 giugno.

L’unico vero imbarazzo – per una trasmissione televisiva che voglia omaggiare Charlie Parker – è dato dal fatto che praticamente non esiste documentazione video che lo ritragga. Il tributo deve quindi farsi indiretto, e i materiali prescelti sono il documentario The Devil’s horn di Larry Weinstein (dedicato all’epopea del sassofono, prima e dopo Parker) e uno storico concerto registrato nel 1963 al Teatro Apollo di Lugano, in cui una giovanissima formazione di jazzisti svizzeri (i Swiss Young Stars, con Franco Ambrosetti, Heinz Bigler e Bruno Spoerri, tra i vari) interpretava il brano Billie's Bounce di Charlie Parker in perfetto stile bebop: forse il maggior lascito poetico dello stesso Parker.

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