domenica 07/06/20 10:30

Musica classica e sport

LA 1, domenica 7 giugno, ore 10.30

Nessuno ha ancora capito quale dei grandi eventi sportivi inizialmente previsti per l’estate 2020 potrà effettivamente avere luogo, anche solo in forma ridotta. Paganini ha quindi deciso di anticipare tutti sul tempo articolando un'intera trasmissione, quella del 7 giugno prossimo, attorno al tema dello sport.

L’attività sportiva non è in realtà quasi mai stata un argomento fertile per la creazione artistica, e soprattutto non lo è stata per le arti performative classiche, musica o danza che sia. Prima del ‘900 praticamente non ve n’è traccia, e anche uno dei primi casi novecenteschi – il balletto Jeux scritto da Claude Debussy nel 1913 – riflette piuttosto i desideri del committente (il celebre Sergej Djagilev, impresario dei Balletti Russi) che non le volontà del compositore. Fu infatti il lauto compenso a convincere Debussy verso una storia che muove da una partita di tennis – con una pallina che scivola lontano… – per sfociare in una storia d’amore. Paganini propone Jeux in una versione concertistica con Pierre Boulez alla testa della New Philharmonia Orchestra.

Quanto più ci si avvicina al contemporaneo tanto più lo sport assume valenze socioculturali, e la creazione artistica non è certo rimasta a guardare, integrando temi, situazioni e movenze dalle più svariate discipline atletiche. Così è successo nella recente – e pure spassosissima – coreografia Discofoot, ideata da Petter Jacobsson e Thomas Caley per il Ballet de Lorraine. All’inizio sembra una normale partita di calcetto, ma poi lo sgambettare dei giocatori comincia a coordinarsi con la musica del dj, e l’intera partita si trasfigura in un’incontenibile coreografia.

Nel passaggio dal nobile gesto del tennis all’agguerrito agonismo del calcio c’è un evidente crescendo di coefficiente fisico: per rimanere coerente a questo climax Paganini non può che concludere aprendosi alla disciplina combattiva per antonomasia, la boxe. Nella coreografia Boxe Boxe Brasil l’essenza del pugilato viene però distillata in un percorso poetico e musicale dal sapore carioca. Il coreografo Mourad Merzouki si affianca al Quatuor Debussy per tratteggiare un raffinato quadro che attraversa pagine musicali di Villa-Lobos, Jobim, Piazzolla e Dvořák.

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