Paganini
domenica 15/12/19 10:25

Omaggio ad Arrigo Galassi

LA 1, domenica 15 dicembre, 10:30

«Gli eroi sono tutti giovani e belli» cantava Francesco Guccini in una celebre canzone, e giovane e bello era Arrigo Galassi quel 9 aprile 1979 in cui – a soli 36 anni – perse la vita in un incidente stradale. Giovane e bello è quindi rimasto nel ricordo di tutti quelli che – grazie a un’incredibile carriera di strumentista – lo avevano già elevato al rango di eroe dell’oboe. Nato a Campione d’Italia, Arrigo apprese il pianoforte e l’oboe (inizialmente con il padre, che suonava nella Civica di Lugano) per poi diplomarsi nei Conservatori di Milano e Parma, dove studiò anche composizione con Claudio Abbado. Ancora giovanissimo divenne primo oboe nell’Orchestra della Svizzera italiana e pochi anni dopo, nel 1973, venne chiamato da Claudio Abbado per ricoprire lo stesso ruolo nell’Orchestra del Teatro alla Scala – dove sarebbe stato apprezzato da grandi maestri quali Karl Böhm, Riccardo Muti, Carlos Kleiber, Lorin Maazel, Leonard Bernstein e Herbert von Karajan – continuando parallelamente una lusinghiera carriera solistica su scala internazionale.

Paganini ha deciso di rendere omaggio a Galassi – nella propria puntata del 15 dicembre – attingendo ad alcune perle dell’archivio RSI: il Concerto in mi bemolle di Vincenzo Bellini, il Concerto per oboe d'amore di Georg Philipp Telemann e la Sinfonia per fiati di Gaetano Donizetti (tutti registrati con I Solisti della Svizzera italiana diretti da Bruno Amaducci) ma anche con i Dieci pezzi per quintetto di fiati di György Ligeti, interpretati dal Quintetto di fiati della Scala.

Se l’arte di Galassi ricorda come lo strumento oboe abbia un indiscusso e irrinunciabile valore musicale, può succedere che esso assuma anche un sorprendente valore affettivo e transgenerazionale. È quello che racconta L’oboe di mio nonno, documentario che riporta le vicissitudini attraversate da Camilla Guasti nel tentativo di ricostruire un rapporto con il progenitore mai conosciuto di persona. Per recuperare questo legame apparentemente svanito, la nipote attraversa l’oceano seguendo le tracce di alcuni degli strumenti che il nonno – abile artigiano costruttore – aveva realizzato nel corso della propria vita.

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