Paganini
domenica 03/01/21 10:30

Paganini

LA 1, domenica 3 gennaio, ore 10:30

Come si fa a diventare direttore d’orchestra? Dove si muovono i primi passi? Come si costruisce e mantiene una carriera? Nella puntata di domenica 3 gennaio – dalle 10.30 su RSI LA1 – Paganini cerca di rispondere a questi interrogativi ricostruendo la carriera di uno dei maggiori direttori svizzeri contemporanei: Mario Venzago.

Nato a Zurigo in una famiglia di origini italiane, Venzago si è formato come direttore con alcuni dei più illustri maestri della sua epoca (su tutti: Hans Swarowsky). Spesso capita, però, che un direttore d’orchestra sia anche un pianista, e proprio come concertista al pianoforte Venzago ha iniziato la propria carriera. Il primo incarico stabile gli venne affidato – nel 1970, poco più che ventenne – proprio dalla RSI, nel ruolo di pianista accompagnatore. E tra le molte tracce lasciate da quest’esperienza nell’archivio televisivo, Paganini propone una selezione di Lied brahmsiani, registrati assieme alla soprano Barbara Martig-Tüller.

Dopo il primo lavoro come pianista a Lugano, Mario Venzago si è dedicato soprattutto alla direzione, assumendo incarichi stabili di prestigio – dall’Orchestre de la Suisse Romande ai Göteborgs Symfoniker – e dirigendo come ospite le più grandi orchestre mondiali (Berliner Philharmoniker, Boston Symphony, London Philharmonic).

Se spesso ci si immagina quello del direttore d’orchestra come un ruolo appariscente – un’esclusiva per caratteri forti e impositivi – alcune registrazioni attestano invece Mario Venzago come agli antipodi rispetto a questo stereotipo. Su tutte, la scena immaginata dal visionario regista della SRF Adrian Marthaler in cui Venzago – dirigendo Bettina Boller e la Kammerorchester DRS nel Concerto per violino e orchestra n. 3 di Mozart – letteralmente scompare: non lo si vede in nessun momento dell’intera performance. Quante altre star della bacchetta accetterebbero di dirigere senza mai venire inquadrate?

Nell’affermazione internazionale della propria carriera come direttore, Mario Venzago non si è mai scordato dei propri inizi, e con una certa regolarità e tornato nella Svizzera italiana per dirigere l’Orchestra della Svizzera italiana. Di questo rapporto, man mano rinnovato, Paganini propone la registrazione della Sinfonia n. 2 di Schubert.

L’ultimo contributo scelto per raccontare la vita del direttore d’orchestra, attraverso l’esperienza di Mario Venzago, è piuttosto particolare. Si tratta infatti di un recente documentario della SRF che mette a confronto il percorso artistico di Mario con quello del fratello Alberto, di due anni più giovane e affermato fotografo-regista. L’arte può forse essere una questione di famiglia?

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