domenica 03/07/22 10:35

Paganini

Settimanale musicale Con Elisa Netzer www.rsi.ch/paganini

«Prima di tutto voglio difendere le cose genuine, quelle che stiamo perdendo sempre di più: la buona pipa che si fuma tranquilli, il focolare, il piccolo libro. Vorrei dire alle persone semplici di condurre la vita e di non lasciarsi dominare da essa, di prendersi il tempo per vivere, per amare, per pensare. E non perdere la fiducia in giorni migliori». Queste parole - oltre che una coerente dichiarazione di poetica - fanno pensare a un teorico della decrescita ante litteram, se si pensa che ad averle pronunciate è stato più di mezzo secolo fa Georges Brassens. Ma quello della semplicità e della prossimità al sentire comune è solo uno dei vari temi che hanno reso il musicista francese centrale nella nascita di una "canzone d'autore" - cioè quella canzone che aspira a non essere solo un mero passatempo - su scala europea. Al punto che anche il cantautorato in lingua italiana si è esplicitamente formato sul suo modello. Nel doppio anniversario di Georges Brassens (cent'anni dalla nascita e quarant'anni dalla morte) Paganini vuole rendergli omaggio con una puntata monografica - domenica 24 ottobre dalle 10.30 su RSI LA1 - che da un lato recupera prezioso materiale d'archivio (di Brassens stesso e dei suoi celebri traduttori Nanni Svampa, Fausto Amodei e Beppe Chierici) e dall'altro invita due ospiti della Svizzera italiana (il professor Luigi Tadini e Michele "Cerno" Carobbio dei The Vad Vuc) a dare la propria testimonianza. Con la perla finale di un'inedita versione dialettale de La mauvaise réputation.

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