Portrait
martedì 08/08/17 00:00

Come in una favola

Pierre Casè, Maggia, Ticino

di René Pandis e Thomas Radlwimmer

L’opera di Pierre Casè è indissociabile dalle sue radici. Nato a Locarno, è però legato sin da bambino alla Vallemaggia, dove vivono i nonni. L’imponente valle incassata nelle Alpi Lepontine e da cui il fiume Maggia si riversa, a tratti placido e a tratti impetuoso, nelle acque del Lago Maggiore diventa la sua terra del cuore, paesaggio dell’anima e sorgente d’ispirazione artistica. In un mondo votato a una globalizzazione assoluta, Pierre Casè emerge come una figura anacronistica, una radicale antitesi. È artista, per cui vive in simbiosi con il tema centrale della sua opera: un legame apparentemente nostalgico con il «suo» Ticino, con la «sua» Vallemaggia, da cui spesso traspare un senso di rimpianto verso il passato. Al tempo stesso, è lui a creare il suo Ticino, un meta-Ticino che ha più punti di convergenza con i sentieri onirici della mitologia aborigena australiana che con i tanto propagandati itinerari escursionistici della «Sonnenstube» elvetica.

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