Portrait
domenica 10/02/19 09:35

Felix Vallotton, la vita a distanza

LA 1, domenica 10 febbraio 09:30

di Juliette Cazanave

Nato nel 1865, Vallotton si stabilì a Parigi per dipingere nel 1885, facendosi notare, ai margini delle principali correnti dell'epoca, per il suo realismo smaccato. Nel 1892 entra nel gruppo dei Nabis accanto a Bonnard e Vuillard e da quel momento disegna scene di interni o di vita privata in cui si svela una visione crudele e ironica della coppia che anticipa la pittura di Hopper. Nel 1902, quando il gruppo Nabi si dissolve, Vallotton si ritrova in grande solitudine e svilupperà il suo lavoro in modo assolutamente personale. In direzione contraria rispetto a tutte le avanguardie dell'epoca (cubismo, fauvismo), Vallotton torna al figurativo e all'anatomia. Molto segnato dalla guerra del 1914 e dagli interrogativi estetici che essa solleva - "cosa rappresentare di tutto questo?" - i suoi ultimi anni sono segnati dalla pittura di paesaggi, dai tramonti di colori vivi e dalle atmosfere insolite e spesso inquietanti. Ecco dunque che questo classico, ai margini delle grandi correnti e delle avanguardie, si china sulle questioni formali fondamentali del momento. Prova ulteriore della sua grande intelligenza, della sua onestà intellettuale e della sua pertinente modernità. Dunque Vallotton interroga, fino alla fine, la propria arte.

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