Storie
domenica 07/04/19 21:30

Stiamo tutti bene

LA 1, domenica 7 aprile, 20.40

Stati Uniti, Missouri. Rich Hill è una cittadina di 1393 abitanti, poco distante dall'autostrada e costeggiata dalla linea ferroviaria. Una cittadina come tante, anonima, abitata da gente comune, in apparenza priva di interesse, dove la vita scorre tranquilla e tutti sembrano felici nel loro trantran quotidiano. Ma dietro l'apparente normalità si nasconde un profondo disagio: manca il lavoro, molte famiglie vivono in povertà, senza prospettive. Una situazione drammatica che influisce soprattutto sui giovani, che non hanno un futuro.

Il documentario segue le storie di tre ragazzi: Andrew, 14 anni, appassionato di danza, si occupa della madre malata e delle sorelle, mentre suo padre, che è disoccupato, obbliga la famiglia a traslocare di città in città, per poi tornare al punto di partenza, Rich Hill, che paradossalmente significa “La Collina Ricca”. Harley, ha 15 anni, abita con la nonna e altri otto membri della sua grande famiglia. Sua madre è in prigione per tentato omicidio. Appachey, 13 anni, soffre di vari disturbi comportamentali e trova sollievo solo nello skateboard. Nonostante sia molto intelligente le sue patologie gli impediscono di frequentare con profitto la scuola e di avere normali relazioni sociali.

Sono personaggi complessi e allo stesso tempo sensibili, ricchi di humor, soprattutto determinati a sopravvivere. Desiderano qualcosa di più, e credono ancora che impegnandosi potranno realizzare “il sogno americano”.

Uno spaccato di un'America che è molto diversa da quella dipinta nell’imaginario collettivo classico, la cui vivida brutalità è sempre più presente anche nelle cronache che tutti i giorni arrivano nelle nostre case: è la fine di un mito? L’”american dream” ha esaurito il suo corso? Se ne parla in studio con un profondo conoscitore della realtà a stelle e strisce, di cui è corrispondente da anni per conto del quotidiano La Repubblica, e di cui è ormai cittadino a tutti gli effetti: Federico Rampini ha viaggiato in buona parte del globo ed è da sempre molto attento a contestualizzare ogni fenomeno secondo una prospettiva più ampia della semplice contingenza. Sta a lui sciogliere per il pubblico di Storie il grosso interrogativo che rappresentano gli Stati Uniti oggi.

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