Cinquanta passi

Cinquanta passi

documentario di Niccolò Aiazzi

Il cambiamento climatico e i ghiacciai a rischio di estinzione sollevano nuove domande anche e soprattutto in chi, come Michele Cucchi, guida alpina e soccorritore, detto il «Lungo», vive da sempre la montagna come passione e lavoro.
In un mondo in rapida trasformazione, la sfida oggi non è infatti più quella di conquistare nuove vette ma pensare e sviluppare progetti ambientali e umanitari che favoriscano la conservazione di un ecosistema sempre più fragile e aiutino coloro che in montagna abitano. Senza contare che il ritiro dei ghiacciai, sta portando alla luce non solo le tracce del nostro passaggio ma anche i corpi di chi da quei luoghi non è mai tornato a casa.  Dal Karakorum per un programma di educazione ambientale con Agostino Da Polenza, a Zermatt, insieme al glaciologo Michele Freppaz e alla antropologa Elisabetta Dall’O e con l’aiuto del CEO e pilota di Air Zermatt Gerold Biner e della «memoria storica di Zermatt», l’ex soccorritore e guida alpina Bruno Jelk, Cucchi è sempre mosso dal desiderio di valorizzare la memoria e la tutela di questi ambienti a rischio. Fino ai confini del mondo, nel villaggio nepalese di Chepwa, un luogo tanto intatto quanto primitivo, dove Michele affianca la popolazione locale nella gestione del problema crescente dei rifiuti mai davvero affrontato. Sempre tenendo a mente una domanda: nonostante la nostra maggiore consapevolezza ambientale, le soluzioni che stiamo adottando forse non sono purtroppo e semplicemente solo il minore dei mali?

 

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