Ladro e gentiluomo - Trailer

Ladro e gentiluomo - trailer

di Alberto Negrin

La prima volta che ho sentito parlare di Vincenzo Pipino campeggiava sempre accanto a

lui la parola ‘ladro’, veniva presentato regolarmente come tale e la mia prima reazione è

stata quella probabilmente più comune e banale: ho provato immediatamente un senso di

fastidio, di negatività e repulsione. Da quando siamo bambini ci è sempre stato detto e

ripetuto che essere ladri è male. Ed è quello che penso ancora adesso, sia chiaro. Ciò che

invece non penso più è dovuto al risultato di una semplice riflessione che mi è stata

stimolata da un giornalista che mi poneva delle domande per un’intervista che poi è stata

pubblicata sul suo giornale.

‘Che cosa ci trova di così interessante in un ladro? Perché ha voluto raccontare la sua

storia? Un ladro è un ladro e basta’.

Mi è nata immediata una domanda che ho subito fatto al giornalista:

‘Qual è la differenza tra un ladro e un corrotto?’ ‘Perché nei giornali, nell’informazione

anche televisiva trattate i ladri come peggiori e più colpevoli di un corrotto?’

‘Beh, perché sono due diverse categorie di reati.’

E’ stata la risposta.

E a questo punto ho capito che è proprio l’uso che facciamo delle parole a ‘nascondere’,

‘occultare’ e ‘deviare’ il loro significato profondo con l’intenzione di ‘impedire’ la

comprensione del loro reale valore.

Quando si definisce ‘corrotto’ qualcuno a volte sembra che si tratti di una patologia

individuale, una ‘malattia’ che può essere curata ed estirpata, una ‘deviazione’ casuale e

quasi patologica come se si trattasse di un male di stagione, di un incidente di percorso

commesso da una persona ‘per bene’ che si è trovata senza volerlo nella condizione di

poter guadagnare dei soldi in modo rapido e segreto. ‘In fondo che male faccio?’ Si chiede

il corrotto. La parola ‘ladro’, al contrario, evoca la cattiveria, la mancanza di scrupoli,

l’aggressività, la violenza di qualcuno che pur di raggiungere il proprio scopo potrebbe far

del male anche fisico alla sua vittima del momento, il ‘ladro’ è colui che appare come un

‘incurabile’ che va punito a volte anche con la morte se sorpreso a rubare in casa propria.

Il corrotto in qualche modo viene moralmente assolto e perdonato, spesso tollerato.

Ecco la trappola semantica. Ecco l’inganno provocato da un utilizzo intenzionalmente

riduttivo, anestetizzante e fuorviante delle parole. Io ritengo che il corrotto sia in realtà un

ladro all’ennesima potenza perché con la sua attività corrompe molti suoi simili, si infiltra

ovunque e provoca in modo sistematico e inevitabile un aumento dei costi di qualunque

impresa economica si tratti, sia essa pubblica che privata. Il corrotto è un ladro che

commette un furto nei confronti di tutti i cittadini che pagano le tasse e dello Stato che

deve amministrare la cosa pubblica con i soldi dei contribuenti. Il corrotto è una delle

principali cause dell’aumento delle tasse o delle tasse eccessive, è responsabile in

qualche misura anche dell’aumento del costo della vita. Il corrotto è un ladro che

commette un furto di massa, sistematico e senza che faccia alcuna distinzione tra ricchi e

poveri.

Ecco quindi che la parola ‘ladro’ attribuita a Vincenzo Pipino andrebbe contestualizzata e

analizzata. Lo ripeto ancora una volta: Vincenzo Pipino è un ladro, è stato condannato e

ha fatto complessivamente oltre 25 anni di galera sia in Italia che nel resto d’Europa e ha

espiato le sue colpe.

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