Falò 1° aprile 2021
giovedì 01/04/21 21:05

Donne fuori dal Comune? - Viola Amherd, la ministra e i militari

Francesca Luvini e Andrea Campiotti - di Christof Franzen

Donne fuori dal Comune?             

Le donne entrano in politica con il contagocce. Come nell’economia, anche qui l’accesso ai posti di responsabilità e agli esecutivi è ancora bloccato da un soffitto di vetro. In Ticino solo il 16% delle poltrone municipali sono occupate da donne. Attualmente su 111 comuni soltanto 13 sono amministrati da sindache. Dove e perché si perdono per strada? E cosa porterebbe un reale equilibrio di genere? Due anni fa - nell’anno dello sciopero delle donne - si era assistito ad una femminilizzazione dei Parlamenti, sia a livello nazionale, sia cantonale: si ripeterà questa tendenza anche nei Comuni? A 50 anni dal diritto di votare e di essere elette e in vista delle elezioni comunali ticinesi, Falò vi racconta questa corsa ad ostacoli attraverso gli occhi di sei donne candidate ai Municipi: sei tesi e altrettanti stereotipi da sfatare.

Viola Amherd, la ministra e i militari         di Christof Franzen

Il 5 dicembre 2018 il Parlamento svizzero elegge Viola Amherd in Consiglio federale. Alla deputata vallesana viene assegnata la direzione del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport. Per la prima volta nella storia della Svizzera, l’esercito deve obbedire ad una donna. Ce la farà ad imporsi in un mondo tipicamente maschile?  La curiosità è grande anche perché prima della sua elezione, la stampa vallesana aveva bollato la Consigliera nazionale del PPD come una “ragazza un po’ scialba e un po’ di sinistra”. Due anni e mezzo dopo si può certamente dire che Viola Amherd ha vinto la sua sfida. Un percorso non privo di ostacoli che i colleghi di SRF-DOC hanno documentato passo dopo passo, seguendo la nuova ministra della difesa nei primi due anni del suo incarico.

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