Falò
giovedì 22/05/14 21:05

Giù le ville, su le modine

LA 1, giovedì 22 maggio, 21:05

GIÙ LE VILLE, SU LE MODINE di Valerio Selle

Stanno cadendo come birilli, o rischiano di farlo. Da Lugano a Bellinzona, da Locarno a Chiasso, ville storiche e antichi edifici finiscono sempre più spesso sotto i denti delle ruspe, di solito azionate dalla speculazione immobiliare. E se vi dicessero che già nell’800 i castelli di Bellinzona stavano per essere rasi al suolo e su ordine del Consiglio di Stato? È dunque da tempo che il patrimonio culturale e architettonico cantonale continua ad impoverirsi. Dopo i casi più recenti di alcune “demolizioni eccellenti”, come Villa Galli e Villa Branca a Melide o il Villino Salvioni a Bellinzona, cresce in Ticino la preoccupazione attorno a un fenomeno che pare inarrestabile. La protesta popolare si fa sempre più sentire. Per esempio attraverso cittadini indignati che realizzano siti web di denuncia, oppure ambientalisti e associazioni per la salvaguardia dell’arte e della natura come la STAN, o ancora partiti politici, di destra e di sinistra, che promuovono petizioni tra la popolazione lanciando appelli per una maggiore tutela di quel che resta della storia architettonica e urbanistica ticinese. Quali sono le altre costruzioni “a rischio abbattimento”? Chi sono i proprietari e perché vogliono demolirle? È possibile e come evitare la loro distruzione? Le risposte, i protagonisti, le testimonianze nel reportage di Falò.

In studio ne discuteremo con Mario Branda, sindaco di Bellinzona; Ronnie David, capogruppo dei Verdi in Consiglio comunale a Bellinzona, e Renata Galfetti, segretaria cantonale CATEF.

Per domande e considerazioni è a disposizione il forum di Falò all'indirizzo email rsi.ch/falo e per sms al numero 955 con parola chiave Falò.

 

UNA SENTENZA ANTIRUSPE di Harry Haener

In Svizzera ci sono ben 1.284 insediamenti d’importanza nazionale, 137 si trovano in Ticino.

Come proteggerli dalla crescente pressione edilizia che domina nel nostro paese? La risposta arriva da Rüti, un comune di 11mila abitanti nel Canton Zurigo dove, in un posteggio, doveva sorgere un edificio di sette piani. Un progetto che non è piaciuto però a un semplice cittadino che, facendo leva sull’ISOS, l’Inventario federale dei beni da proteggere, si rivolge ai tribunali chiedendo di non modificare l’integrità del quartiere. Il primo aprile 2009 la sentenza del Tribunale federale: il nuovo edificio non verrà costruito, in ossequio alle norme di protezione elencate dall’Inventario. Si tratta di una sentenza storica che, facendo giurisprudenza, offrirebbe di fatto ai comuni uno strumento importante per la tutela degli edifici e per una pianficazione conservativa. Una domanda però resta aperta: perché il caso Rüti non ha fatto scuola? Perché, insomma, molte amministrazioni comunali continuano a bendarsi gli occhi quando si tratta di fermare le ruspe?

Falò promo 9 luglio 2020

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