Il tempo che farà

di Paolo Bertossa, Francesca Motta e Marco Dorici

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L‘estate scorsa tra Germania e Belgio le piogge torrenziali hanno fatto oltre 200 morti. Tragedie con pochissimi precedenti storici. Anche in Svizzera e in Ticino sono cadute quantità d’acqua impressionanti ma per fortuna non vi sono state vittime. Le piogge estive hanno sempre provocato frane e allagamenti, ma in passato questi fenomeni si manifestavano con intervalli decennali. Oggi, invece, le emergenze meteo sono diventate la regola. I sistemi di previsione e di allerta sono certamente più precisi ed efficienti rispetto al passato, tuttavia l’aumentata intensità dei fenomeni complica molto le cose. Così è stato in parte a Giubiasco e Lumino nell’agosto scorso, dove si è sfiorata la tragedia e ci sono stati danni importanti. Cosa dobbiamo fare per essere preparati ad affrontare cambiamenti climatici sempre più evidenti? Come funziona la ripartizione dei compiti tra Confederazione, Cantoni e comuni? Il secondo servizio della serata, girato nel Canton Vaud, fornisce alcune indicazioni interessanti al riguardo: da una parte si punta a ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, dall’altra si introducono tutta una serie di cambiamenti per adattarsi ai mutati stili di vita e di lavoro che l’emergenza climatica ci sta imponendo.

Ospiti in studio il capo del Dipartimento del Territorio Claudio Zali e il capogruppo dei Verdi in Gran Consiglio Nicola Schönenberger

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