Mi metto in proprio! o almeno ci provo…

Settimanale d'informazione. A cura di Roberto Bottini

Mettersi in proprio: sogno o soluzione? - Papà è disoccupato

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Mettersi in proprio: sogno o soluzione?    di Sarah Ferraro e Marco Dorici

 

Arianna è stufa di aspettare un lavoro che non arriva e non le piace essere a carico dell’assicurazione. Mirco un lavoro ce l’ha, ma non lo soddisfa proprio, anche perché il suo principale non lo paga come e quando dovrebbe. E allora ad entrambi viene un’idea: quasi quasi mi arrangio da solo, mi metto in proprio, divento impiegato di me stesso. Una decisione che a volte si prende senza approfondire abbastanza l’argomento. Fondare la propria ditta infatti può rappresentare un’opportunità ma comporta anche dei rischi, a cominciare dal fatto di ritrovarsi indebitati. Per evitare di ritrovarsi in una situazione peggiore di quella da cui si è partiti è senza dubbio utile rivolgersi ai servizi del Cantone che dispone di numerosi mezzi di sostegno per chi vuole fondare un’impresa. Chi ci ha provato, ci racconta, tra sacrifici e soddisfazioni, come sono andate le cose.

 

 

Papà è disoccupato   di Jacques de Charrière e Florence Fernex

 

Sulle prime Hamid, 14 anni, non voleva crederci: non gli sembrava possibile che suo padre avesse perso il lavoro. Perché lo avevano licenziato? Cosa aveva fatto di sbagliato? Allo choc psicologico si aggiungono le conseguenze pratiche: andare a fare la spesa non è più la stessa cosa, bisogna economizzare su tutto, lo spazio per qualche sfizio non c’è più. E allora la vita di una famiglia cambia, il clima si fa teso e la paura attanaglia tutti quanti. Insomma la disoccupazione, vissuta dai figli di chi perde il lavoro; una situazione che può avere conseguenze pesanti.