Note dolenti

di Elisabeth Alli

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Una domenica di maggio del 2020 una spedizione formata da ragazzi del Mendrisiotto dà appuntamento ad un coetaneo per dei conti in sospeso. Sono in 17 contro uno, la vittima finisce all’ospedale. I due gruppi si erano fronteggiati con modalità diverse il giorno prima. A metà marzo del 2021 alla foce del Cassarate a Lugano centinaia di ragazzi danno luogo ad un ritrovo non autorizzato. Tra alcuni presenti scoppia una rissa e quando la polizia interviene per separare i contendenti la situazione degenera, con decine di minorenni che si scagliano contro gli agenti. Sono due episodi che hanno trovato molto spazio sui media, ma non certo gli unici. Succede con una certa frequenza che gruppi di minorenni facciano a botte per vendicarsi di uno sgarbo, per rispondere a una provocazione. In alcuni casi chi ha avuto la peggio è finito in ospedale, in altri sono spuntati coltelli. Il fenomeno si è manifestato in particolare durante i mesi di lockdown, quando la frustrazione era alta. Sui social immagini e parole sono spesso servite da detonatore della violenza. E oggi come stanno le cose? Cosa fanno le autorità per contenere questi episodi? E che ruolo hanno le famiglie?

 

Ospiti in studio il magistrato dei minorenni Reto Medici e il capitano della Polizia giudiziaria cantonale Marco Mombelli.

 

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