FALÒ 17.3.2016
giovedì 17/03/16 11:00

Rapiti dai genitori

di Anna Bernasconi

I ragazzi hanno passato il fine settimana col padre, li deve riportare nel tardo pomeriggio. Le ore passano e lui non si fa vedere, non risponde al telefono, nulla. Scatta l’allarme ma è troppo tardi, lui ha già portato i figli fuori dalla Svizzera, è tornato nel suo paese. Per la madre inizia l’angoscia di una ricerca che può durare settimane, mesi, anni. Combatte con la burocrazia di un altro paese, in un’altra lingua; il suo calvario è reso ancora più doloroso dalla sensazione che la Svizzera non la sostenga nella sua battaglia; all’ambasciata se la prendono comoda, al Dipartimento degli esteri dicono che più di così non possono fare. Due di queste storie le abbiamo seguite da vicino. Ci hanno portato in Egitto e in Serbia. Sono vicende che hanno segnato per sempre tutti coloro che sono stati coinvolti. Ospite della puntata Marina Carobbio Guscetti, Consigliera nazionale.

 

Commenti (18)

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Anch'io ho paura che mio marito porti i miei figli nel suo paese. Lui é anche svizzero. Tengo i passaporti nascosti, ma purtroppo per farne fare uno nuovo ti fanno firmare un formulario di autorità parentale e non c'é nessun controllo. Dovrebbe esserci l'obbligo di entrambi i genitori per fare nuovi documenti. E ora che stiamo facendo la separazione dovrebbero prendere sul serio la mia paura che me le porta via. Da quando sono nati mi minaccia in continuazione e vuole tenere il controllo su di me. Ma non mi fa vivere bene e di conseguenza nemmeno i miei figli.

Queste situazioni sono drammatiche e il trauma in queste persone (bimbi, madri e nonni) saranno quasi impossibili da cancellare...senza parlare dei casi in cui i bimbi spariscono o muoiono (ricordiamo il caso delle 2 bimbe della svizzera francese dove si é ritrovato solo il padre - suicida - ma mai le due bimbe innocenti!)

È vergognoso, come cittadina svizzera mi vergogno del mio paese, per il mancato sostegno in queste situazioni! Purtroppo i cittadini come al solito sono tutelati pochissimo, rispetto algli stranieri, a cui offriamo un sostegno notevole e mirato.

Sono abbastanza disgustato dalla precisione e pressapochezza delle nostre autorità Svizzere. La Svizzera da soldi a questi paesi in via di sviluppo ma nessuno si prende la responsabilità politica di fare pressione. Almeno Merz era andato in libia....

Per l` ennesima volta la forza delle donne, di queste magnifiche nadri, emerge...

Lo Stato mi ha sequestrato illegalmente 2 figli,per poi segregarli x 8anni.Ora ci sono 2inchieste penali in corso e non vogliono ancora farmi veder i figli

Ai rifugiati paghiamo l'avvocato, ai nostri come al solito niente, altrimenti passiamo per razzisti! Scandaloso!

- DONNE E BUOI DEI PAESI TUOI: SEMPRE ATTUALE!

Una vergogna marcia, le autorita svizzere ! Giorgio Albergoni

È difficile dire qualcosa senza rischiare di mancare di rispetto a chi sta vivendo queste situazioni dolorose, però mi domando se forse non si sarebbe dovuto pensare prima ai possibili rischi. Si è innamorati, non si capisce più niente e non si ascolta nessuno, ma questo passa e bisogna confrontarsi con i difetti e le differenze del partner. Il matrimonio, la convivenza, spesso sono già difficili tra persone della stessa cultura, immaginiamoci quando ci sono anche delle differenze culturali. Una volta si diceva donne e buoi dei paesi tuoi, forse i nostri vecchi avevano ragione...

- DONNE E BUOI DEI PAESI TUOI: SEMPRE VALIDO!!!

mi spiace ma mogli e buoi dei paesi tuoi

Almeno 10 anni fa è uscito il libro "jaimais sans ma fille" e poi anche il film. Ma purtroppo nel frattempo non è migliorata per niente la situazione !! Judith

un figlio che nasce da madre Svizzera e svizzero quindi perché obbligare a tornare nel paese straniero del padre? Pur di non entrare in conflitto con questi paesi la Svizzera deve accettare e firmare convenzioni assurde? Mariella

Ma perché nei vostri servizi non presentate mai i numerosi casi di rapimenti dei figli da parte delle madri e portati all'estero (e/o in altri cantoni) ai padri residenti in Ticino e in Svizzera che in numero sono molti di più?

Pubblichiamo il messaggio che ci ha inviato la mamma di Marwan: Ogni giorno per me è un miracolo. Ringrazio la vita ogni istante per avere ricevuto l'opportunità di riabbracciare mio figlio, guardarlo giocare e crescere. È difficile spiegare quanta sofferenza si celi dietro queste situazioni. Ogni storia è diversa, ma il comune denominatore è il trauma dei bambini coinvolti, tante domande senza risposta e la paura di sentirsi nuovamente soli, disorientati: queste esperienze sono dell’ordine dell’impensabile.

Oggi mi alzo e mio figlio è a casa. Questa è la spinta più grande che mi motiva ad andare avanti, ad impegnarmi e a vigilare affinché il percorso di crescita del bambino possa avvenire in un contesto educativo e di protezione dei suoi diritti. Il percorso non è terminato ed e’ difficile e complesso. È necessario nel rispetto della legge il sostegno di autorità competenti e figure professionali esperte nell’accompagnamento del trauma di tutte le persone coinvolte.

L’importante è che chi è competente per legge possa valutare attentamente la situazione per prevenire certe dinamiche e quanto successo. L’obiettivo è che a Marwan possa essere garantito un futuro sereno e in totale sicurezza. Un grazie particolare alle istituzioni, alla comunità, alle mamme, ai professionisti e a tutte quelle persone che con grande umiltà e sensibilità sono state di sostegno in questa drammatica situazione e un grazie in anticipo per tutto quello che dovrà ancora essere fatto nel bene di Marwan. Saluti, Dijana

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