Falò
giovedì 01/12/16 21:10

Terroristi in casa

01.12.2016

Sognando il califfato

di Roberto von Flüe e Mariano Snider

Alle prime luci dell’alba del 28 aprile 2016, tra Varese e Lecco le forze dell’ordine italiane arrestavano quattro persone, due donne e due uomini, con l’accusa di terrorismo internazionale. Fra questi anche un pugile di origine marocchina campione svizzero di thai boxe, che da qualche anno si allenava in una palestra del Luganese. L’altro uomo è il fratello di un simpatizzante dello Stato Islamico, espulso lo scorso anno dapprima dall’Italia e in seguito anche dalla Svizzera.  Sulla base di documenti originali, Falò ha ricostruito le ultime settimane di queste persone prima dell’arresto, per capire cosa può spingere individui apparentemente normali e pienamente integrati ad intraprendere la via del terrorismo islamico e di organizzare degli attentati in Europa. 

Pazzi per Allah

di Maria Roselli

Cosa spinge un ragazzo di diciott’anni a lasciare la propria famiglia, i propri amici, e a partire per la Siria a combattere accanto ai barbari dell’Isis? Christian, di origine italiana e cresciuto a Winterthur, si è convertito nell’ottobre 2014. Nel febbraio 2015 la partenza, a giugno la terribile notizia della sua morte. Chi lo ha convinto a partire, a impugnare il fucile e a mozzare le teste di cosiddetti infedeli? È stato Valdet Gashi, campione europeo di kickbox e idolo di Christian? Insieme a Valdet e Christian in Siria vi erano almeno altri 5 ragazzi di Winterthur. Tutti, o quasi, amici di Valdet. Le loro vie si sono incrociate dapprima in palestra e poi nella moschea An’Nur di Winterthur. Qui ancora oggi vi sarebbero altri ragazzi sulla via della radicalizzazione. Molti di loro sono dei convertiti, tra di loro diversi italiani. Con i nostri testimoni ripercorriamo gli ultimi mesi di vita di Christian e Valdet. Morti in Siria, presumibilmente il 27 giugno 2015, lanciati nella riconquista della città di Kobane.

Ospite di Falò il consigliere nazionale Marco Romano.

Per domande e considerazioni è a disposizione il Forum di Falò all’indirizzo www.rsi.ch/falo e per SMS al numero 955 con parola chiave falo.

Commenti (5)

Commenti conclusi!

Non è piu possibile aggiungere commenti.

Dai primi attacchi sono passati piu di 20, qualcuno ancora si stupisce?

Non riesco a capire perché ai Jihadisti svizzeri non viene tolta la cittadinanza elvetica!

Buonasera, le ingiustizie nel mondo mussulmano commesse in primis dai loro regimi totalitari sostenuti da stati occidentali per qualche barile, fa saltare la scintilla dell'estremismo.. Purtroppo questi popoli non hanno un'identificazione nazionale e non sono in grado di lottare per la democrazia e le liberta' universali e allora "strumentalizzano" l'islam per la lotta.. Per quanto riguarda la Svizzera ed il Ticino bisognerebbe sostenere direttamente l'islam democratico, islam eurpeo e libero ed eviteremo che la gente "slitti" nelle cerchie sbagliate e l'islam "online".

Se l'Europa avesse ascoltato le parole pronunciate nel 1996 dal generale dell'ONU Morillon, di stanza in Bosnia durante la guerra civile, oggi non saremmo in questa situazione riguardo alla jihad islamica.

Bisogna tener conto di una cosa; non tutti i mussulmani sono terroristi ma (quasi) tutti i terroristi sono mussulmani. Questa è una triste realtà. Con il flusso migratorio di migranti islamici in Europa abbiamo sicuramente accolto anche dei potenziali terroristi!

Falò, promo 27 febbraio 2020

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