Ville giù - Palazzi su

di Sarah Ferraro e Lorenzo Cappon

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Ticino sfitto             

In Ticino ci sono oltre 6 mila appartamenti sfitti. Sarebbero sufficienti per ospitare tutti gli abitanti dei distretti di Leventina e Blenio. Pochi altri cantoni svizzeri hanno una sproporzione così marcata tra domanda e offerta. E la situazione sembra destinata a protrarsi, dato che la popolazione del Canton Ticino da tre anni ormai è in diminuzione, così come l’immigrazione. Eppure si continua a costruire e naturalmente viene da chiedersi cosa induce i promotori immobiliari a costruire stabili che hanno una buona possibilità di restare vuoti. La verità è che il mattone continua ad essere un bene rifugio, un modo per piazzare capitali. Ma quanto potrà durare? E che impatto ha questo fenomeno sul territorio?

Giù la villa, su la palazzina             di Sarah Ferraro e Lorenzo Cappon

Una vecchia villa viene demolita per far posto ad un nuovo stabile, che moltiplica per tre o per quattro la superficie abitativa. Quasi non passa settimana senza che i media riferiscano storie di questo genere, con relative proteste di gruppi di cittadini che vorrebbero salvare le testimonianze del passato. Un copione che si ripete quasi sempre uguale, in cui spesso i promotori immobiliari sono dipinti come “i cattivi”. La realtà è che si costruisce là dove il piano regolatore lo permette, quindi la responsabilità di quello che accade andrebbe cercata piuttosto tra politici e amministratori. Ma c’è qualche strumento concreto che permetta di evitare la demolizione di un edificio storico di valore? E a chi tocca definire quello che va salvato e quello che si può consegnare alle ruspe? 

Ospite in studio l’architetto Fabio Giacomazzi

IL VIDEO DELLA PUNTATA È STATO TEMPORANEAMENTE RIMOSSO PER RAGIONI TECNICHE.