Pietro Martinelli

Ospite al Gioco del Mondo del 3 novembre 2013

Pietro Martinelli è uno dei grandi vecchi della politica ticinese, emblema della storia socialista del Cantone. Dalla contestazione giovanile degli anni sessanta fino al Consiglio di Stato, ha dedicato oltre mezzo secolo della sua vita alla gente e alla cosa pubblica, senza bavagli sulla bocca, lavorando con costanza e impegno.

Fuggiti da Milano durante la guerra, i genitori di Pietro trovano rifugio a Lugano e a Zurigo, dove lui si diploma in ingegneria civile al Politecnico. Proprio durante gli anni degli studi, all’affacciarsi della cosiddetta Rivoluzione Ungherese del 1956, si unisce ai moti di protesta contro la repressione sovietica ai bordi della Limmat. A questi primi, acerbi cenni di attivismo fanno seguito la Primavera di Praga, il Sessantotto, la guerra in Vietnam, le sfilate anti atomiche, quelle del Primo maggio. La lista è lunga. Lui c’è sempre.

Il grande salto verso la politica avviene quasi senza esitazioni e lo vedrà dapprima militare nel Partito Socialista Ticinese, poi, dopo la frattura del ’69, in quello Autonomo ed infine nel Nuovo Partito Socialista. Nel frattempo, nel 1967, Martinelli fa il suo l'ingresso in Gran Consiglio; vi rimane per vent’anni. Su tutti, si fa promotore della legge urbanistica, che sarà però bocciata dal popolo, spingendolo a lasciare temporaneamente il Ticino per l’Africa, una terra in cui seguirà alcuni progetti industriali e la ricostruzione di una vecchia birreria.

Nel 1987, al rientro in patria ad attenderlo vi è l’assegnazione al Dipartimento dell’Interno e della Giustizia, seguito da quello delle Opere Sociali in Consiglio di Stato un seggio che manterrà fino al 1999, anno in cui si candida al Consiglio degli stati senza però essere eletto. Passi lunghi e passi brevi, sul percorso di un politico e un uomo che ha saputo quando era il momento di fermarsi, per poi ripartire. Alla presidenza di Hospice Ticino fino al 2011 e per sei anni alla guida dell’ATTE, l’Associazione Ticinese Terza Età, Martinelli ha da poco portato a termine un mandato che lo ha visto schierarsi in prima linea contro le problematiche legate all’invecchiamento della popolazione.

Tanti gli impegni politici e non qche hanno caratterizzato la vita di Martinelli che oggi, quasi ottantenne, può forse finalmente dedicarsi appieno anche alle sue passioni: alta montagna, saggistica e giardinaggio, un ventaglio di passioni di cui godere durante il meritato riposo.

 

Le storie di Storie: Jullay Mara Lay

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