Cellulari bomba / Carte di credito / TCS sotto accusa

Settimanale di inchiesta e informazione sui diritti dei cittadini e dei consumatori www.rsi/pattichiari A cura di Lorenzo Mammone

Cellulari bomba / Carte di credito / TCS sotto accusa

Puntata del 7.02.2014

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PIRATI DI CARTA… (DI CREDITO) - Di Igor Staeheli e Olmo Cerri

Acquisti fatturati in doppio dalle banche a causa di una panne informatica, misteriosi hacker che riescono a rubare i dati di oltre 40 milioni di carte, estratti conto inviati erroneamente a terzi. Sono tempi duri per i milioni di utilizzatori di carte di credito.
E anche tra i telespettatori di Patti chiari c’è chi ha vissuto esperienze dolorose. Come la vittima di un furto che si è rivolta alla nostra redazione. Assieme al portamonete, le era stata sottratta la sua carta di credito. E quando la signora ha chiamato la propria banca per farla bloccare era già troppo tardi e il danno era ormai fatto. E che danno! In un quarto d’ora, in sei operazioni distinte, dalla sua carta qualcuno è riuscito a prelevare qualcosa come 5000 franchi! Ma com’è stato possibile? Una domanda che sorge spontanea per due motivi: primo, perché senza il codice PIN gli autori non avrebbero potuto effettuare alcuna transazione. E secondo perché il limite della carta era stato fissato a 1000 franchi al giorno. E oltre al danno anche la beffa: per un anno la banca non ha voluto sentire ragioni e ha preteso che la signora pagasse tutto, fino all’ultimo centesimo. Ma è normale? Probabilmente no, perché guarda caso, dopo che Patti chiari ha deciso di occuparsi della vicenda qualcosa si è mosso. Cosa esattamente lo scoprirete venerdì sera. Un caso che suscita molti interrogativi.

 

 

SE LA CARTA DI CREDITO VOLA… NELL’ARIA - Di Paola Leoni e Paolo Conti

Molti di noi le hanno già in tasca, ma non tutti se ne sono accorti: sono le carte di credito senza contatto. Oltre ad essere utilizzabili come quelle tradizionali, permettono di pagare molto velocemente piccoli importi. Basta avvicinarle al terminale apposito e il gioco è fatto: per i pagamenti fino a 40 franchi questo gesto è sufficiente, non serve né codice né firma. Comodo, rapidissimo … ma sarà anche sicuro? Patti chiari se lo è chiesto e ha ingaggiato un hacker etico per testare le principali carte di credito senza contatto.
La prima sorpresa? Lo strumento diabolico utilizzato dall’hacker per effettuare il test è un’applicazione, scaricabile gratuitamente sullo smartphone. La seconda sorpresa? Non perdetevi Patti chiari!...

TROPPO TARDI! IL SOCCORSO AEREO DI TCS ANCORA SOTTO ACCUSA - Produzione SRF/Kassensturz

La morte di mia madre poteva essere evitata! È la convinzione di Daniela di Paola di Cadro. Sua madre, Elisabeth Giraudi era partita in vacanza a Hurghada, e dal quel viaggio non è tornata. Elisabeth si sente male, viene ricoverata in un ospedale del posto, la situazione è difficile, i famigliari chiamano il soccorso aereo del TCS, sicuri che il Touring la riporterà a casa. Ma non è così.
I soccorsi non partono, la situazione si fa critica, fino all’epilogo peggiore.
Il TCS afferma che non si poteva fare altrimenti, la paziente non era trasportabile, il suo stato troppo instabile. Ma la famiglia di Elisabeth non la pensa affatto così.
Il caso ripropone gli interrogativi sul servizio di soccorso aereo del Touring, lanciato con enfasi nel 2011 come alternativa a una partnership storica con la Rega, ma che ha fatto già parecchio discutere. A fine novembre 2012 Patti chiari aveva raccontato la storia di Vincenzo Vigliotti, praticamente abbandonato in un ospedale del sud Italia dopo un grave incidente. Il TCS si era mosso molto tardi e ancora oggi Vincenzo ne paga le conseguenze. E allora ancora una volta ci chiediamo: il TCS è all’altezza del ruolo che ha voluto assumere con questo servizio di soccorso aereo? Patti chiari racconta attraverso la testimonianza della figlia della vittima di medici e di esperti, l’ultimo clamoroso caso che coinvolge il TCS.

 

 

CELLULARI BOMBA!- Produzione SRF/Kassensturz

Succede all’improvviso, quando meno te l’aspetti. I casi si moltiplicano e, anche se sono fortunatamente eccezioni, cominciano a preoccupare. Ogni tanto i telefonini o i tablet possono esplodere. Avete capito bene. Il vostro irrinunciabile strumento di comunicazione è una potenziale bomba. In alcuni casi le conseguenze sono state tragiche, fino a causare la morte del proprietario. E’ successo nel 2010 e si è verificato ancora pochi mesi fa quando una 23enne cinese è morta per avere risposto al suo cellulare mentre era in carica.
Ma non bisogna andare dall’altra parte del mondo per trovare telefonini che esplodono. E’ successo anche a una 18enne svizzera che ha riportato scottature e ustioni di terzo grado dopo l’esplosione del suo smartphone che si era messo in tasca.
Dopo le analisi effettuate sui telefonini esplosi i sospetti dei tecnici si sono concentrati su un colpevole: le batterie al litio. Sono cariche potentissime, performanti, ma il litio è anche una sostanza che può reagire molto violentemente se stimolata in maniera non adeguata. Il fenomeno interessa tutte le principali marche, ma i produttori non ne parlano. Le testimonianze delle vittime e i consigli per evitare di portarsi il pericolo in tasca.

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