(Ti-Press)

Stipendi alla ticinese

Sfruttamento, sotterfugi e la concorrenza italiana. Inchiesta di Patti chiari nella giungla dei bassi salari

lunedì 01/04/19 11:47 - ultimo aggiornamento: giovedì 22/08/19 11:47

Ci ha provato, eccome se ci ha provato. Ben 865 volte. A fare cosa? A cercare un lavoro! Ebbene sì, 865 domande di lavoro per rispondere ad altrettanti annunci apparsi sui giornali, pubblicati su internet, proposti dalle agenzie. Risultato? Niente. Assolutamente niente. E così dopo due anni di disperata ricerca del lavoro Anna si è rivolta a Patti chiari. Un’occasione per raccontare il mondo del lavoro e la faccia nascosta di chi sfrutta i lavoratori, che non ci siamo lasciati sfuggire. Eppure Anna non è una sprovveduta, ha un diploma di commercio, parla tre lingue, vanta una esperienza pluriennale in banca come segretaria amministrativa, ma per lei non c’è lavoro. Tutti i risvolti di questa vicenda Anna li ha raccontati a Patti chiari svelando anche le offerte indecenti ricevute: salari da fame, che non rispettano i contratti collettivi, proposti senza ritegno da chi li offre. Ma con Anna abbiamo realizzato anche un test: si è sdoppiata per noi. Per un mese ha risposto a varie offerte sia presentandosi come svizzera, sia come frontaliera. Cosa è successo? E se vi dicessimo che abbiamo scovato aziende che propongono lavori in Ticino pagati in euro? E sapete qual è la paga oraria? Da non credere! Ve lo sveliamo in una delle prossime edizioni di Patti chiari dove a parlare ci sono anche altri lavoratori sfruttati che raccontano il volto nascosto del mercato del lavoro in Ticino, dove tra sotterfugi e trucchetti c’è chi si ritrova a guadagnare meno del già basso salario dichiarato.

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