Farmacie, una sovrattassa che non piace

17,30 fr. caricati sulle ricette per il “servizio di urgenza”: due spettatori esprimono forti perplessità

mercoledì 11/10/17 14:36 - ultimo aggiornamento: martedì 24/10/17 18:01

17,30 fr. di sovrattassa all’acquisto di un farmaco con ricetta medica: sono due telespettatori a segnalarcelo, scontrino alla mano, a dir poco sorpresi di averla dovuta pagare.

Luca Albisetti ci scrive di avere acquistato dei farmaci con ricetta per la sua amica in una farmacia di Bellinzona nel primo pomeriggio di sabato 30 settembre e di aver dovuto pagare la sovrattassa di 17,30 fr.  per “servizio d’urgenza”. Nello stesso momento e nella stessa farmacia ha acquistato per sé del Bioflorin (non rimborsabile dalla cassa malati) e la sovrattassa non l’ha pagata. Di che restare perplessi!

Esperienza analoga quella fatta da Tiziano Vicari venerdì 30 giugno, poco dopo le 19, in una farmacia di Lugano all’acquisto di una confezione di Ciproxin HC con ricetta medica: “la farmacia in questione, quella sera, era di servizio al pubblico fino alle 22 – precisa Vicari – e non ho dovuto né suonare un campanello per le urgenze, né telefonare al farmacista di picchetto”; inoltre “c’erano altri utenti all’interno del negozio”.

Ciononostante il Ciproxin lo ha pagato 44,35 fr.: al prezzo del medicinale (19,50) si sono aggiunte la sovrattassa per il servizio d’urgenza (17,30) e quelle per la validazione del medicinale (4,30) e per la validazione del trattamento (3,25). Un fatto del quale ha chiesto spiegazioni al Dipartimento Sanità e Socialità, il quale gli ha risposto che la sovrattassa è prevista dalla Convenzione sulla struttura tariffale del 1. gennaio 2016, sottoscritta da Pharmasuisse, Santésuisse e Cura futura e approvata dal Consiglio federale: essa prevede che i farmacisti possano fatturare 16 punti (che corrispondono per la precisione a 17,28 fr.) a copertura degli oneri supplementari derivanti dal servizio di picchetto, che per le farmacie – sottolinea il Dipartimento – sarebbe “assolutamente non redditizio”.

La sovrattassa, spiega inoltre il DSS, può essere fatturata una volta sola, “indipendentemente dal numero di medicamenti figuranti sulla ricetta e dal numero di confezioni prescritte”. Per picchetto, aggiunge, si intende “un intervento al di fuori degli orari di apertura abituali della farmacia, in pratica fra le 18.30 e le 8.00, nonché di domenica”.

Una risposta che non soddisfa Tiziano Vicari, che dubita che il picchetto per le farmacie sia realmente non redditizio e commenta: “Non pretendo si lavori gratuitamente, ma se Pharmasuisse e Consiglio Federale non considerassero ‘servizio d’urgenza’ l’apertura di una farmacia di picchetto dalle 18.30 alle 22.00, ci sarebbe già un bel contenimento delle spese di Cassa malati”. “Lavoro nel socio-assistenziale – aggiunge – e per ogni ora di lavoro extra serale e/o festivo prendo un indennizzo di 5,60 fr. all’ora; i farmacisti potrebbero dare un segnale riducendo, per esempio, la tassa d’urgenza e vedere questo servizio più dal lato di aiuto verso persone che soffrono”.

Sulle giustificazioni di questa sovrattassa abbiamo chiesto spiegazioni a Pharmasuisse.

Ecco la presa di posizione dell'Ordine dei farmacisti del Canton Ticino sollecitata direttamente da PharmaSuisse al loro direttivo:

Le tariffe in farmacia: un contributo al contenimento dei costi della salute

Le lettere di due telespettatori mi danno lo spunto per chiarire alcuni aspetti dei servizi fuori orario di tutte le farmacie svizzere e dunque anche ticinesi e – più in generale - delle tariffe in farmacia. Contrariamente ai luoghi comuni che percorrono l’opinione pubblica, l’introduzione in Svizzera delle “rimunerazioni degli atti farmaceutici” ha permesso importanti contenimenti dei costi della salute. Vediamone il perché.

La “convalida medicamento” (che copre i costi del controllo e dell’elaborazione della ricetta medica, del dosaggio, delle contro-indicazioni e del consiglio farmaceutico e che viene aggiunta ad ogni riga della prescrizione) è di Fr. 4.30 (4 punti : il valore del punto è di Fr. 1.08, IVA del 2.5 % compresa), la “convalida trattamenti” (che si fattura all’apertura di un dossier cliente e che controlla le interazioni fra medicamenti nuovi e vecchi e gli eventuali abusi) è di Fr. 3.25, la “tassa fuori orario” è di Fr. 17.30 e viene riscossa fuori dal normale orario lavorativo. Tutte queste tariffe si applicano unicamente per i prodotti la cui vendita è obbligatoriamente su ricetta medica (dunque prodotti con indicazioni terapeutiche importanti) e sono chiaramente rimborsate dalle casse malati; nel caso di un acquisto di farmaci in vendita libera (senza cioè l’obbligo di una prescrizione), di prodotti parafarmaceutici o di altri articoli durante i turni di servizio, queste soprattasse non sono applicate.

La rimunerazione dell’atto farmaceutico è entrata in vigore il primo luglio del 2001 ed è frutto di un accordo tra Santésuisse (l’ex concordato delle casse malati) e PharmaSuisse (la società svizzera dei farmacisti): è stata approvata dal Consiglio Federale e si basa su una disposizione di legge introdotta dal Parlamento nel 2000. Questo accordo prevede anche un nuovo sistema di calcolo del prezzo dei medicamenti. Senza addentrarmi nei particolari – davvero molto complicati – mi limito a dire che in questi anni i prezzi dei medicamenti hanno subito un drastico ridimensionamento. Il risultato di questa operazione è stato un risparmio della fattura farmaceutica di centinaia di milioni di franchi. Ancora in questi mesi sono in atto massicce riduzioni dei prezzi dei farmaci, sia originali sia generici (copie conformi): noi sosteniamo questa politica che non compromette minimamente la qualità del nostro lavoro e non limita la scelta della migliore terapia. Tutti gli attori della sanità concordano nel dire che questo sistema di “rimunerazione dell’atto farmaceutico” (che è stato una novità a livello mondiale) funziona molto bene, fa già oggi risparmiare parecchi soldi alle casse malati e ne farà risparmiare molti di più nel futuro prossimo, quando arriveranno i farmaci figli delle biotecnologie: per questo motivo è al vaglio di parecchie nazioni intenzionate a copiarlo. Queste tariffe non sono andate ad aggiungersi al margine sui medicamenti ma ne hanno, in sostanza, preso il posto. Hanno la funzione di coprire i lavori amministrativi svolti dalle farmacie non direttamente sotto l’occhio del cliente e che sono eseguiti con supporti informatici e telematici molto sofisticati e costosi.

Il calcolo di incidenza percentuale delle “tariffe” eseguito su un medicamento di Fr. 19.50 - così come l’ha presentato il telespettatore - è fuorviante: più il medicamento è caro e più questa incidenza si riduce. Occorre ragionare sulle medie. Se invece ragioniamo in termini assoluti, rileviamo che una consulenza fuori orario da parte di un professionista della salute vale “solo” una ventina di franchi e si situa nettamente al di sotto dell’intervento di ogni e qualsiasi altro lavoratore o artigiano.

I turni di servizio delle farmacie ticinesi non sono redditizi e non sono sussidiati né dallo Stato né da altri Enti: nelle zone dove viene organizzato il servizio (luganese, mendrisiotto, bellinzonese, locarnese e nelle valli superiori) questa prestazione rimane un puro “servizio” che i farmacisti offrono alla popolazione, consci dell’importanza sociale del loro impegno e pronti ad assolverlo senza badare troppo al loro tornaconto. Non pretendono, per questo, di essere ringraziati … ma almeno rispettati, questo si!

I farmacisti - in collaborazione con i medici - si stanno dando un gran daffare per offrire il loro contributo al contenimento dei costi della salute; svolgono il lavoro quotidiano a stretto contatto con la gente in quell’avamposto della salute che è la farmacia, dove si accede senza appuntamento a qualsiasi ora della giornata e, in caso di necessità, anche di notte, pagando – certo ! - un piccolo supplemento ma ottenendo oltre al servizio, spesso e volentieri anche un consiglio gratuito e una parola di conforto.

Ennio Balmelli, portavoce dell’Ordine dei Farmacisti del Cantone Ticino

 

 - Alla Farmacia delle Semine di Bellinzona abbiamo invece chiesto come mai abbia aggiunto questa sovrattassa, che in base alla convenzione si applica solo “al di fuori delle ore di apertura abituali”, visto che il farmaco è stato venduto alle 13.46 di sabato 30 settembre. Pubblicheremo la sua risposta non appena ci perverrà.

 

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