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Quando ti fatturo la fattura!

Un telespettatore segnala

mercoledì 08/11/17 10:48 - ultimo aggiornamento: lunedì 11/12/17 11:40

Vorrei richiamare la vostra attenzione su un'attitudine generalizzata e ormai diffusa presso alcuni prestatori di servizi. Si tratta dell'addebito al cliente della semplice fatturazione cartacea. Non mi riferisco alle spese postali e di spedizione allorquando si ordina un oggetto ma al fatto che vengano fatturate delle spese se la fattura è cartacea. In particolare ormai tutte le carte di credito, alcune casse malati, la telefonia, applicano questo supplemento. La tendenza è questa e inoltre questi istituti di servizi aumentano questi costi fittizi. La semplice fatturazione configura, a mio modo di vedere, il passo obbligato per l'adempimento contrattuale e non può costituire, in nessun modo, fonte di guadagno per il fornitore di servizio. In parole semplici è come se al supermercato o altro negozio, alla cassa, oltre alla merce fatturata, ci venga addebitato un importo "una tantum" per i costi della commessa, dello scontrino, dell'elettricità e via dicendo. Trattasi peraltro di un problema di tipo "cartellare" dal momento che, nel giro di meno di due anni, tutte queste ditte di servizi si sono adeguate (con accordo più o meno tacito - i cartelli funzionano così in Svizzera-), cogliendo l'occasione di incrementare ulteriormente e in modo sensibile i loro guadagni mensili con le centinaia di migliaia di fatture che ancora vengono emesse in forma cartacea. Peraltro, aggiungo che, con posta B in blocco, la spedizione costa credo 58 ct. o addirittura meno. In altri Paesi (Italia, art. 21 DPR 633/72) è vietato fatturare la fattura per elementari principi di diritto. In Svizzera, dove vige la libera concorrenza camuffata o non esiste del tutto (per tutti i prodotti materiali e servizi), è ben difficile impedire tali modi di agire.

Dario Croci Torti - Stabio

 

Nota della redazione: da noi interpellato ecco le informazioni del DEFR Sorveglianza dei prezzi SPr

PRESA DI POSIZIONE DEL DIPARTIMENTO FEDERALE DELL'ECONOMIA, DELLA FORMAZIONE E DELLA RICERCA SORVEGLIANZA PREZZI

Fondamentalmente riteniamo che il cliente non debba pagare nulla, né per le fatture cartacee né per quelle elettroniche. Fino ad oggi le ragioni addotte per giustificare tasse sulle fatture cartacee erano di spingere il maggior numero di clienti ad accettare le fatture elettroniche, meno dispendiose. A nostro parere, tuttavia, queste spese sono discutibili (v anche il seguente blog: http://blog.preisueberwacher.ch/post/2012/10/15/Die-Rechnung-fur-die-Rechnung-Schlecht-getarnte-Preiserhohungen-als-Oko-Heiligenschein-Politur.aspx). Casomai, le aziende dovrebbero concedere uno sconto e incentivare i clienti che utilizzano metodi di pagamento più economici, anziché penalizzare chi predilige metodi tradizionali. I clienti dovrebbero poter scegliere di propria iniziativa se passare alla fattura elettronica o al pagamento online, in base ai vantaggi offerti. Sulle spese aggiuntive per le fatture cartacee il Consiglio federale ha già espresso il proprio parere in risposta all’interpellanza 13.3326 «È legale fatturare le fatture?» di Francine John-Calame del 17 aprile 2013: un divieto generale di riscuotere emolumenti supplementari per una fattura cartacea sarebbe sproporzionato. Inoltre, ai fini della coerenza, andrebbero disciplinati nello stesso modo tutti i casi in cui è riscosso un supplemento per una prestazione non fornita elettronicamente (ordinazione di biglietti aerei, informazioni telefoniche su orari, versamenti postali, emolumenti per prospetti cartacei reperibili gratuitamente su Internet, ecc.). Per questi motivi, il Consiglio federale ritiene che un intervento sul piano legislativo non sia necessario. Il fatto di riscuotere spese aggiuntive per le fatture cartacee o per il pagamento allo sportello è senz’altro spiacevole, ma non costituisce a priori una violazione della legge sulla sorveglianza dei prezzi. La competenza e la responsabilità di far pagare le fatture cartacee è innanzitutto delle aziende private. Per quanto ci riguarda, tuttavia, nel nostro ruolo di intermediari tra cittadini, autorità, aziende di telecomunicazione e associazioni di consumatori, sfrutteremo ogni occasione per lottare contro tali spese che vanno a scapito dei consumatori, ostaggi del sistema.

 

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