Valeria Tognetti

L'ospitalità e la cucina nel DNA. Conosciamo meglio Valeria...

Nome: Valeria Tognetti

Soprannome: mio marito mi chiama Lally

Quando è nata la tua passione per la cucina? Sono cresciuta in cucina con mio padre e mia nonna e i loro “battibecchi”. I miei nonni avevano un albergo che gestivano con i tre figli e le loro famiglie, quindi, essendo io la più piccola della truppa ed ero molto vivace così mi misero in cucina a pelare patate, tritare cipolle e  prezzemolo. Guardare mio padre cucinare mi piaceva molto, ma non mi faceva avvicinare ai fornelli, quindi lo “martellavo” di domande. Ogni anno che passava mi dava un compito nuovo da svolgere. La nonna invece mi lasciava provare a cucinare e diceva a mio padre “se non la lasci provare non imparerà mai”.

A chi ti ispiri quando cucini? A mio padre e quando preparo marmellate, liquori o faccio intrugli strani a mia nonna.

Il tuo piatto forte: Pizzoccheri, inoltre mi piace cucinare brasati, arrosti ecc. In estate mi piace preparare marmellate con la frutta del nostro giardino.

La tua filosofia in cucina: usare solo prodotti freschi e di stagione, preparare piatti semplici, ma veloci da creare, cucinare non alterando il gusto e il sapore della pietanza che sto preparando. Mi piace andare alla ricerca di ricette di una volta da creare con materie povere ma sostanziose, dove senti il sapore del formaggio e il profumo del burro fuso con cipolla o aglio.

Quando non sei tra i nostri fornelli cosa fai? Gestisco con la mia famiglia il piccolo albergo ristorante Piz Cam a Vicosoprano.

Un tuo progetto o un sogno nel cassetto: ho esaurito tutti i progetti, sogno che mia figlia porti avanti questo nostro progetto, in modo che io e mio marito possiamo goderci la pensione.

Descriviti in tre aggettivi: pignola, socievole e ottimista.

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