Crime - Il caso del piccolo Luca (1./2)

Crime - Il caso del piccolo Luca (1./2)

di Pierre Morath

Il 7 febbraio 2002 a Veysonnaz (Vallese), Luca Mongelli, 7 anni, viene trovato dalla madre gravemente contuso, svestito e privo di sensi in un campo vicino allo chalet di famiglia. Ricoverato d'urgenza all'ospedale di Sion, sprofonda nel coma. La diagnosi è rapida e inappellabile: il bambino è in stato di morte cerebrale. L'indagine della polizia e della giustizia vallesane viene immediatamente attivata e la pista più accreditata da subito è quella di un attacco da parte del cane della famiglia. L'animale avrebbe attaccato Luca e gli avrebbe lacerato la schiena con gli artigli prima che il bambino perdesse conoscenza. Per i genitori di Luca Mongelli, questa tesi non è credibile. Decidono allora di rivolgersi a un giovane avvocato chiedendogli di difendere i propri interessi, sollecitando al contempo l'intervento di un detective privato. Quest'ultimo si getta a capofitto nella sua contro-indagine, che rivela molto rapidamente alcune gravi lacune nel modo in cui le indagini ufficiali sono state condotte ed evidenzia molte aree grigie che rendono la tesi del cane più che improbabile. Alla fine del maggio del 2002, Luca, che era stato dato per morto dai medici, esce miracolosamente dal coma. Al suo risveglio, nonostante le pesanti conseguenze fisiche, racconta ciò che ricorda dell'accaduto ed evoca i "ragazzi delle formiche", che lo avrebbero colpito con dei bastoni di legno.

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