Crime - Il caso del piccolo Luca (2./2)

Crime - Il caso del piccolo Luca (2./2)

di Pierre Morath

Nonostante la sua testimonianza, la giustizia si rifiuta di ascoltare Luca, che ritiene non affidabile in ragione del lungo coma e della sua salute gravemente compromessa: Luca si è risvegliato cieco e tetraplegico. Alla fine del 2002, la nomina di un nuovo giudice, che ha ripreso in consegna l'intero caso e ha nominato un nuovo esperto forense, ridona speranza ai Mongelli e ai loro sostenitori. Pochi mesi dopo la delusione si fa però ancora più marcata, quando l'esperto incaricato della nuova perizia corrobora la tesi del cane. Il caso è ormai definitivamente chiuso. Stremati dalla loro vana battaglia legale, i Mongelli decidono di arrendersi. Tina, la madre, sceglie di tornare in Italia, suo paese d'origine, con Luca, per concentrarsi sulla complessa riabilitazione del figlio. Nel 2009, il caso ritorna però agli onori della cronaca: una petizione sostenuta da molti chiede la riapertura delle indagini. Un inquietante disegno del fratello di Luca, testimone dei fatti quando aveva solo cinque anni, viene aggiunto al fascicolo e valutato dalla giustizia vallesana. Tutti questi elementi però non condizionano la giustizia vallesana, che rinuncia a riaprire l'inchiesta giudicando che il disegno del fratellino di Luca sia stato realizzato a troppa distanza dal momento dei fatti per essere considerato credibile. Si tratta di una nuova delusione per la famiglia Mongelli e per tutti coloro che fermamente non credono nella colpevolezza del cane. Nicola Mongelli, il padre, non ha mai rinunciato all'idea di fare luce su quanto accaduto al figlio quella sera del 7 febbraio 2002. Nel 2014, inizia a scrivere un libro sul caso e inizia in questa occasione il proprio lavoro di indagine, ripercorrendo tutti i fatti di questa vicenda tragica. All'uscita del libro, nel 2018, le conclusioni raggiunte da Nicola Mongelli gettano una nuova terribile ombra sull'effettivo svolgersi degli eventi.

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