Genova, ore 11:36

A cura di Valerio Selle www.rsi.ch/la2doc

A un anno di distanza dall'incredibile tragedia, LA2Doc propone in prima visione un emozionante documentario che racconta da un punto di vista diverso il crollo del ponte Morandi. Il punto di vista delle vittime. In questa straziante vicenda abbiamo assistito, ancora una volta, ad una clamorosa rimozione delle vittime, oscurate persino ai loro funerali dalle rendicontazioni sui fischi e le ovazioni.

Del naufragio della nave Costa Concordia del 2012 ci ricordiamo bene del comandante Schettino, ma chi ricorda le trentadue vittime inghiottite al largo dell'isola del Giglio? Dell'incidente ferroviario tra Andria e Corato, del 2016, ci ricordiamo del rimpallo di responsabilità e non dei ventitré morti intrappolati tra le lamiere dei treni.

Questo documentario intende ridare dignità e senso della memoria a chi ha perso la vita il 14 agosto 2018 a Genova, quarantatré persone. E a chi, gravemente ferito, rimarrà per sempre segnato.

"Genova, ore 11:36" parte dalle immagini esclusive realizzate nei minuti e nei giorni immediatamente successivi al crollo e si sviluppa attraverso le storie di chi in quel momento era sul ponte. Oltre cento persone incontrate, tra testimoni oculari, soccorritori, forze dell'ordine.

Più di trecento ore di materiale girato. Sotto il ponte crollato. Sopra il ponte crollato. Girando in presa diretta il lavoro delle squadre dei Vigili del fuoco che hanno iniziato a scavare e a recuperare i superstiti. E seguendo quello degli uomini della Polizia, dalla Stradale alla Scientifica, che hanno lavorato freneticamente per capire quanta gente potesse essere dispersa sotto le macerie, provando ad attribuire un´identità alla moltitudine di corpi accartocciati. Si è cercato di raccontare quelle persone, sconosciute tra loro, che si sono trovate nello stesso punto, alla medesima ora, nell'attimo in cui la struttura del ponte crolla sul greto del Polcevera, il torrente sottostante.

Chi erano, da dove venivano, dove stavano andando? Cosa facevano nella loro vita quotidiana? Raccontare chi ha perso la vita, chi si è salvato. E quella di chi lo ha salvato. Ossia, indagare le esistenze e gli intrecci di chi passava quel giorno sul ponte Morandi. Che speranze, che sogni, quali paure avevano queste persone.

"Genova, ore 11:36" è una moderna "Spoon River" del Polcevera, che indaga il senso di fatalità, di precarietà che regola il rapporto tra la vita e il misterioso destino di ciascuno di noi. Perché sul quel ponte ci potevamo essere tutti.

Seguici con