Ginevra, paradiso dei potenti / Baby boss

A cura di Valerio Selle www.rsi.ch/la2doc

Ginevra, paradiso dei potenti (di François Pilet)


Ginevra è famosa per il suo "Jet d'eau", le banche, le organizzazioni internazionali.

La città di Calvino è uno dei fiori all'occhiello della Svizzera ed offre ai suoi numerosi visitatori lusso, discrezione e neutralità.

Perciò è una delle mete preferite dei potenti di ogni angolo del mondo. Tuttavia le amene rive lacustri della bella città sul Lemano attirano anche ospiti di dubbia fama e condotta. Per esempio monarchi del Golfo, autocrati dell'Asia centrale, dittatori africani che spendono cifre faraoniche negli alberghi di lusso ginevrini mentre i loro popoli sopravvivono a stento in condizioni di fame e miseria. Ma la presenza di questi personaggi è tollerata dalle autorità elvetiche? Quale posizione assumono nei loro confronti?

 

Baby boss (di Raphael Tresanini e Nicolas Dumond)

La mafia italiana sta facendo una "cura di ringiovanimento".

Dopo le centinaia di arresti di malavitosi effettuati a partire dal 2000, il Paese sperava di aver debellato la criminalità organizzata.

Una fugace illusione. I vecchi padrini sono stati sostituiti da una nuova generazione di "Baby Boss", che spesso hanno meno di 25 anni.

La "Baby Mafia" funziona più o meno come da sempre: furti, importazione e spaccio di droga, racket dei commerci sono le attività principali dei vari clan che si spartiscono il territorio.

Ma le somiglianze con il passato finiscono qui. I giovani delinquenti non rispettano più alcuna regola. Basta uno sguardo di traverso, una piccola disputa in discoteca per scatenare un bagno di sangue.

Napoli è la capitale indiscussa della "Baby Mafia". Oltre cento clan operano nei vari quartieri della città e in meno di vent´anni il loro numero è triplicato. Questi gruppi sono formati per lo più da minorenni. I loro capi, nonostante il look da adolescenti, sono criminali spietati che non esitano un istante a far uso della violenza per regolare i conti. La polizia e le autorità tentano di combattere in ogni modo il fenomeno. I "Falchi", un´apposita squadra speciale, si occupano a tempo pieno dei giovani delinquenti. Ogni sera questa speciale unità pattuglia le strade, effettua controlli e arresti, ma la battaglia sembra persa in anticipo. Quando un delinquente viene arrestato, viene subito rimpiazzato. Disoccupazione, mancanza di prospettive per il futuro: la gioventù napoletana è allo sbando e per la camorra è facile trovare nuove leve. Lo Stato sembra impotente e a poco valgono i tentativi di reinserimento sociale. Il tasso di recidiva di chi finisce agli arresti è dell´80%.

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