Lustrascarpe, una vita in ginocchio / Il mio bel villaggio in Ecuador

LA 2, lunedì 4 febbraio, 22:20

Lustrascarpe, una vita in ginocchio

di Stacey Tenenbaum

Esistono ancora i lustrascarpe? E se sì, chi sono? Questa figura che dalle nostre parti sembra essere scomparsa, in molte altre nazioni è invece tuttora presente e attiva. Al giorno d’oggi è considerata una professione umile e poco attrattiva che ben pochi sceglierebbero di svolgere.
Quale giovane infatti vorrebbe passare la giornata chinato ai piedi di un cliente per lucidargli e strofinargli le scarpe?
Non a caso, in passato negli Stati Uniti erano soprattutto i neri a svolgere questo lavoro che è così diventato un simbolo delle discriminazioni razziali.Oggi però la società è cambiata e, poco a poco, l’immagine stereotipata del lustrascarpe sta perdendo la sua connotazione negativa.
Da New York alla Colombia, dal Giappone all’Europa, questo documentario propone un viaggio singolare e illuminante alla scoperta di un mestiere poco noto, ricco di valori inattesi, soprattutto umani.
I lustrascarpe vanno molto orgogliosi del loro lavoro e guardano il mondo con occhi diversi.  Adorano la libertà, amano il contatto con la gente e regalano attimi di gioia ai clienti che se ne vanno soddisfatti con le scarpe spolverate e brillanti. Inoltre per molti di loro, sorprendentemente, lucidare le scarpe è stata un’efficace terapia contro la depressione, l’alcolismo o lo stress.
Tuttavia, è pur vero che nonostante le gratificazioni, i lustrascarpe restano ai margini della società e quasi nessuno si accorge di loro.
Un mestiere per poveri, uno stigma che in molti Paesi ha portato alla scomparsa di questi personaggi, spesso assai vivaci e pittoreschi.
Un fenomeno inarrestabile, dovuto anche allo sfrenato consumismo che ci porta a cambiare spesso le scarpe e dunque buttarle via, complice anche la moda che di anno in anno propone migliaia di nuovi modelli di calzature.
In alcune metropoli però, come New York o Tokyo, l’immagine del lustrascarpe sta diventando “trendy” e alcuni dinamici piccoli imprenditori aprono negozi eleganti che si rivolgono ad una clientela sofisticata, attirandola anche impiegando personale femminile: una novità assoluta.
Insomma, le storie di chi, per vari motivi, ha scelto l’antico e singolare mestiere del lustrascarpe, non mancheranno di stupire.

 

Il mio bel villaggio in Ecuador
Un giorno con Jonathan

di Robin Chiuzzi

Ahuano sorge sulle rive del fiume Napo, in Ecuador. Questo piccolo villaggio è abitato in maggioranza dai “Kichwas”, una delle etnie precolombiane che popolano questa regione nella quale, da sempre, la gente vive in simbiosi con la natura. Qui, dove il tempo pare essersi fermato, incontriamo Jonathan, un ragazzino di tredici anni che ci presenta la sua famiglia, i suoi amici e ci fa conoscere le lussureggianti foreste e i paesaggi straordinari, tipici di questa regione.
Seguiamo Jonathan mentre va a scuola in canoa e partecipiamo ad un corso di botanica in cui tutti gli allievi, “machete” alla mano, si aprono un passaggio nella fitta vegetazione. Jonathan ci accompagna anche nella ricerca di larve di scarabeo, una prelibatezza molto utilizzata nella cucina locale, così come vari frutti della terra. La famiglia di Jonathan si dedica infatti alla coltivazione delle banane, della manioca, del cacao e di diversi altri prodotti agricoli. Le leggende “Kichwa”, narrate dagli anziani nelle sere di pioggia, ci aprono infine le porte di un mondo lontano, misterioso e affascinante.

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