La2 Doc

Ragazzi di stadio / Rivoluzione VHS

A cura di Valerio Selle www.rsi.ch/la2doc

RAGAZZI DI STADIO

Un coro da stadio scandito da colpi di tamburo: “I campioni d’Italia siamo noi!”. I Drughi, gli ultrà della Juventus, stanno festeggiando nel centro di Torino il settimo scudetto consecutivo vinto dalla squadra bianconera durante il campionato 2017-2018. Fumogeni, fuochi d’artificio, bandiere tricolori ci introducono al gruppo degli “anziani”, quasi tutti diffidati, e al gruppo dei “giovani”. Nel corso del documentario, i protagonisti raccontano cosa la curva abbia rappresentato per loro nel tempo: una fuga, una famiglia, un rito arcaico attraverso cui dar sfogo al proprio istinto.

“Attraverso le storie dei protagonisti, si affrontano le trasformazioni sociali e ideologiche che il nostro Paese ha vissuto in questi decenni - osserva il regista del documentario Daniele Segre - I protagonisti non sono solo i “cinquantenni” personaggi dei miei film precedenti, ma studenti, operai, disoccupati che vivono grazie alla comune fede juventina che, come allora, è l’unica condizione in cui si sentono protagonisti, si riconoscono in un gruppo, in una fede. Lo stadio, che rimane sullo sfondo, è un luogo simbolico che racconto attraverso le vite di chi lo popola.”

In “Ragazzi di stadio” non si vede una singola immagine di calcio giocato. Un po’ perché né la Juventus né la Federazione hanno dato il permesso a Daniele Segre di entrare negli stadi e un po’ perché la partita, il calcio giocato come evento, agli ultras interessa fino a un certo punto. Il regista riparte dal documentario sui tifosi di quarant’anni fa Il potere deve essere bianconero, per raccontare i gruppi organizzati della tifoseria juventina oggi, come sono cambiati, che valori incarnano.

“Quarant’ anni fa - dice ancora Segre che ha presentato il documentario al Torino Film Festival 2018 - sono partito da una curiosità che avevo a partire da alcune scritte sui muri e attraverso “Il potere deve essere bianconero” ho raccontato l’Italia attraverso la curva e lo stadio, a partire dalla sinistra estrema. Ciò che allora sembrava poetico oggi è invece rigidamente organizzato e la prospettiva sociale e politica è completamente cambiata, diretta verso l’estrema destra, non solo nello stadio ma anche nel Paese.” Il documentario riprende i Fighters, gruppo di cui quei film raccontavano la nascita, e si concentra poi sui Drughi, il gruppo che occupa il secondo anello della Curva Sud, “il gruppo di tifosi che mi sembrava più adatto al mio film dopo averne conosciuti vari”. “Ragazzi di stadio” non è un atto d’accusa né tantomeno un’agiografia: è uno sguardo antropologico sul fatto di costume più rilevante in quasi ogni angolo del mondo: il calcio.

RIVOLUZIONE VHS

I tributi alla videocassetta si stanno moltiplicando. Vengono create moderne copertine di film in stile VHS, s’inventano applicazioni per smartphone per effettuare riprese “in modalità VHS”, perfino la prestigiosa biblioteca dell'Università di Yale si è appena dotata di un dipartimento VHS che raccoglie migliaia di improbabili film dell'orrore... Insomma, i difetti e l'usura del nastro, la grana, le striature e tutto ciò che ha infastidito i fan del cinema fino a quindici o vent'anni fa, oggi è diventato uno chic assoluto. Un’intera generazione, cresciuta con questi grandi parallelepipedi rettangolari neri, grida al mondo la sua nostalgia per quegli anni. Perché per tutti, il VHS (Video Home System) è un pezzo di storia personale, di ricordi alla rinfusa. Tuttavia, accanto al ricordo e alla moda del vintage, la videocassetta ha anche segnato un cambiamento radicale: una sorta di liberazione dello sguardo il cui potere sociale e politico si è diffuso ai quattro angoli del mondo.

Questo documentario propone un divertente ritratto della mitica videocassetta, attraverso un viaggio da est a ovest e viceversa. Un documentario che riporta ad un periodo storico, quello degli Anni '80, che ha definito il mondo per come lo conosciamo oggi, forse in modo più profondo rispetto alle precedenti rivoluzioni.

 

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