La2 Doc

Thailandia, in trappola nella grotta / La schiavitù non è finita

A cura di Valerio Selle www.rsi.ch/la2doc

23 giugno 2018. Dodici ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 17 anni ed il loro allenatore di 25 anni, tutti membri di una locale squadra di calcio, restano bloccati all'interno della Tham Luang Nang Non, una grotta nella provincia di Chiang Rai, in Thailandia. Durante la visita sotterranea le forti piogge monsoniche allagano la grotta. Il gruppo scompare. Scatta così un´imponente operazione di salvataggio che provoca un clamore ed un interesse mediatico a livello mondiale. Dopo diversi giorni di estenuanti ricerche ed aver pompato l´acqua fuori dalla grotta, un team di sommozzatori, di speleologi e di Navy Seal thailandesi, ritrova i ragazzi e l´allenatore ancora in vita in un´area sopraelevata della grotta. Finalmente, il 10 luglio, tutti i ragazzi e l´allenatore dispersi vengono tratti in salvo. Tra le oltre mille persone che presero parte a questa gigantesca missione di soccorso, c´era anche Mikko Paasi, un sub finlandese da anni stabilitosi in Thailandia con la famiglia. Alcuni mesi dopo l´eccezionale operazione di salvataggio, il sommozzatore ritorna nella grotta e ripercorre quei drammatici momenti. LA SCHIAVITÙ NON È FINITADi solito, la prima immagine che ci viene in mente quando sentiamo parlare di schiavitù è quella della tratta degli schiavi, dei terribili trasferimenti in nave dalle coste africane al continente americano. Subito dopo, pensiamo alla lunga lotta per l'abolizione di questa abominevole tratta nel corso del 1800. Insomma, per la maggior parte di noi, lo schiavismo è un retaggio del passato, ma la realtà è ben diversa, lo schiavismo - sotto altre forme non meno orrende - è ancora presente oggi in molte regioni del mondo. Lo sa bene Aya, 16 anni, cambogiana. La miseria l'ha costretta ad accettare un lavoro all'estero come domestica. L'agenzia di collocamento l'ha ingannata e di fatto venduta a una famiglia malese per circa 10mila franchi. In Malesia ha subito abusi di ogni tipo senza ricevere un soldo, era di fatto una schiava. Alla fine è riuscita a fuggire e a tornare a casa, più povera di prima e traumatizzata. La sua storia è simile a quella di migliaia di disperati che vengono reclutati da intermediari senza scrupoli e che invece di trovare un po' di benessere finiscono in catene.

Seguici con