Portrait

Cesare Lucchini e Mario Matasci

LA 2, ore 22:10

Dall' inferno al paradiso
Cesare Lucchini pittore

(di Krysia Binek e Vito Robbiani)

Cesare Lucchini si definisce un operaio della pittura, ogni mattina presto si reca nel suo atelier, si cambia e inizia il suo lavoro. 50 anni fa terminò gli studi presso l´Accademia delle Belle Arti di Brera e da allora non ha mai smesso di dipingere. Le sue opere ci parlano di "quello che resta" dopo lo scempio compiuto da uomini su altri uomini, ma queste visioni sono nascoste da una ricerca estetica e da un "filtro di luce" che ricordano più il paradiso che l´inferno di Soweto, dei bambini soldato, delle maree nere, delle guerre e degli sbarchi dei migranti. 75 anni appena compiuti e una grande mostra in cantiere: una retrospettiva al Kunstmuseum di Berna.

Le scelte di Mario
Mario Matasci collezionista

(di Krysia Binek e Vito Robbiani)

Mario Matasci è un uomo d'altri tempi, che un giorno ha deciso di lasciare decantare la sua passione per l'arte, come si fa con un vino pregiato. È una persona schiva e riservata, che si lascia trasportare solo quando parla delle innumerevoli tele raccolte durante il percorso di collezionista d'arte. La sua passione è tardiva, sopraggiunge quando già era un enologo affermato. Da poco ha compiuto 85 primavere; oggi trascorre gran parte del suo tempo a Riazzino, dove ha sede il "deposito per l'Arte- Fondazione Matasci", voluta per assicurare un futuro al suo tesoretto. Un capannone industriale: la sua nuova casa, come dicono scherzosamente gli amici, dove con rigore, a scadenze regolari, propone nuovi allestimenti. Un'occasione per ricordare le tappe e gli incontri che hanno plasmato il suo originale percorso, tra cui quello di una galleria che in cinquant'anni ha fatto apprezzare al grande pubblico numerosi artisti giovani o sconosciuti. Un'occasione per scoprire cosa può succedere quando un affermato enologo si appassiona all'arte...

(TiPress)

La notte del cortometraggio

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