Infanzia maltrattata

Dentro la società

Documentario di Sabrina Van Tessel

Si chiamavano Bastien, Inaya, Loan, Tony. Non avevano colpe. Sono stati uccisi dai genitori. Come Fiona, cinque anni, picchiata e uccisa senza motivo dalla madre e dal suo nuovo compagno. Cassandra, invece, a tre anni è stata violentata dal padre e otto anni dopo dal patrigno. Come lei, anche Yohann è stato affidato ad un centro per il maltrattamento di minori. Storie di ordinaria follia. Drammi che si ripetono regolarmente, con sempre più frequenza, in Francia come altrove. Da qualche anno a questa parte, il Paese è confrontato con l'aumento di casi di fanciulli oggetto di percosse, vessazioni psicologiche, abusi sessuali, abbandono, negligenza dei doveri educativi e delle cure.  Le cifre fanno rabbrividire: oltre 98'000 casi di maltrattamenti minorili all'anno, 160'00 casi annui di affidamenti, di cui il 44% interessa bambini di meno di sei anni, nel 2018 più di un decesso alla settimana per le violenze subite. E la violenza non risparmia neppure i più piccoli, spesso addirittura neonati. Di fronte a tale emergenza, la regista Sabrina van Tassel ha voluto dar voce ai vari protagonisti di drammi che toccano soprattutto le famiglie dei ceti più sfavoriti: alle piccole vittime, strappate alla loro casa e affidate ai centri d'accoglienza, ai magistrati incaricati dell'affidamento, agli educatori e alle educatrici, agli stessi genitori. I dati ufficiali, spesso, non danno conto della reale entità di questa tragedia: le piccole vittime sovente tacciono, per vergogna, per paura dei genitori aguzzini, per il timore di non essere credute ma anche del giudizio della gente. Il fenomeno, allarmante, coinvolge famiglie, istituzioni, legislatori e società. Le violenze vengono commesse prevalentemente in famiglia, da parte dei genitori, dei familiari più stretti o dei nuovi compagni (nel caso di divorzio o di separazione). L'argomento è ancora tabù ma qualcosa si sta muovendo. La consapevolezza guadagna terreno, la sensibilizzazione sull'argomento va di pari passo. Davanti alla telecamera, Cassandra ha accettato di parlare a cuore aperto. Finita in istituto a sei anni, è uscita a diciotto. Ancora adesso fatica a ricostruirsi una vita. Nicolas, padre della piccola Fiona, ha evocato il dramma vissuto in prima persona.  A chiudere il cerchio, le testimonianze di Arlette, la giudice cui spetta il difficile compito di decidere la sorte dei bambini tolti alla famiglia come pure di Denis e di Jérôme, responsabili di numerosi centri dove trovano rifugio i minorenni maltrattati. Neppure la Svizzera è immune dalla violenza familiare. Emblematico il fatto che oggi la legge tuteli meglio i minori da maltrattamenti e abusi, mentre in Ticino la polizia cantonale può avvalersi di una nuova squadra, denominata Gruppo minori, incaricata di occuparsi dei minorenni autori di reato ma anche vittime di abusi.

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