Nadia Murad

Ritratti e personaggi

Da schiava dell'Isis a premio Nobel

di Alexandria Bombach

È la storia di una giovane donna coraggiosa e tenace, decisa a raccontare al mondo le violenze inflitte a ragazze e bambine da parte dei terroristi dell’ISIS.

Nadia Murad è stata lei stessa una vittima: nel 2014, insieme ad altre migliaia di ragazzine, fu catturata, stuprata e schiavizzata dagli uomini del sedicente Stato Islamico, nel nord dell’Iraq, durante il genocidio degli yazidi, una minoranza non musulmana.

Il documentario, premiato come miglior regia USA al Sundance Festival, non ripercorre in ogni dettaglio la vita di Nadia durante la prigionia o la fuga, ma insiste sulla forza e sul coraggio della protagonista, che viaggia tra l’Europa e gli Stati Uniti per denunciare il dramma del suo popolo e per combattere contro l’uso della violenza sessuale come arma di guerra. Una missione che la porta a parlare davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, affiancata dall’avvocata per i diritti umani Amal Clooney.

Nadia diventa la prima ambasciatrice ONU per la dignità dei sopravvissuti alla tratta di essere umani, e nel 2018, dopo l’uscita del documentario, riceve il Premio Nobel per la pace, assieme al medico congolese Denis Mukwege per la loro lotta contro la violenza sessuale come arma di guerra.

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