Paolo Poma

Arte e cultura

Confesso di aver vissuto
un documentario di Werner Weick


Pescatore, postino, gallerista, collezionista, politico eletto per due volte alla presidenza del Gran Consiglio ticinese, il 92enne Paolo Poma (1927) è testimone di un mondo scomparso. Infaticabile e colorito narratore di storie, Poma restituisce vita ai personaggi, a volte pittoreschi, che animavano le rive del lago, dalle pessàt di Morcote ai numerosi artisti residenti nel borgo: Marcello Iras Baldessari, Felice Filippini, Giuseppe Foglia e altri, seguiti prima con ammirazione prima, poi attenzione e competenza.

Come gallerista (Strecia di Mort 1 a Morcote) colleziona ed espone gli artisti che ama, su tutti Jean Corty, Massimo Cavalli, Edmondo Dobrzanski, Nag Arnoldi, Pierino Selmoni ma anche la generazione dei Cesare Lucchini, Renzo Ferrari, Paolo Bellini, Piergiorgio Ceresa e altri sul fronte italo svizzero, con particolare attenzione al Novecento.

Strenua - a partire dal 1970 - la sua lunga battaglia contro l’inquinamento dei laghi.

Un ritratto tra arte e natura.

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